(foto: Marina Militare)

Immigrazione: allarme sbarchi. Presentati i dati del 2013

Circa 4000 persone sono state soccorse in mare nelle ultime 48 ore, lo riferisce il ministro dell'Interno Angelino Alfano, che si appella ancora all'Europa. Nel mentre il Centro Astalli ha presentato oggi i dati relativi al 2013

Continua l'ondata di sbarchi sulle coste siciliane: sono migliaia le persone in arrivo dalle coste nord africane. "La situazione è molto grave - riferisce Angelino Alfano, ministro dell'Interno - con un bilancio di circa 4000 soccorsi in mare nelle ultime 48 ore. Dall'inizio dell'anno sono oltre 15mila persone arrivate per mare, 10mila con l'operazione Mare Nostrum".

I SOCCORSI - Solo ieri sera nei porti di Pozzallo e Augusta sono giunti 1049 migranti, soccorsi la notte prima dalla Marina Militare. Tra le 1049 persone portate in salvo si contano 151 donne e 91 minori compresi 3 neonati.
Due navi mercantili stano invece soccorrendo in queste ore due barconi con 300 e 361 persone e "sembra che che ci sia almeno un cadavere a bordo" ha detto Alfano intervenendo al Giornale radio di Radio 1.

Nella notte la nave anfibia San Giorgio è intervenuta in assistenza a 4 natanti sovraffollati con il supporto delle Motovedette CP 305 e CP 282 imbarcando oltre mille persone, tra cui donne e bambini senza salvagenti personali. Il pattugliatore Sirio nella notte ha portato a termine il salvataggio di 113 migranti, tutti uomini, con l'assistenza della nave mercantile City of Silon. La fregata Espero invece ieri sera ha dichiarato la situazione di emergenza in base alle condizioni di galleggiabilità di un natante con a bordo 261 persone, concludendo le operazioni di salvataggio nelle prime ore di questa mattina.

ALFANO SI APPELLA ALL'EUROPA - "L'emergenza si fa sempre più grave e non c'è uno stop agli sbarchi". "Il tema è grave e deve essere preso in mano subito dall'Europa perchè questa frontiera del Mediterraneo è una frontiera europea. L'Europa non può ritenere che dando 80 milioni di euro l'anno a Frontex, che è l'agenzia che dovrebbe tutelare la frontiera, abbia così risolto il problema. L'Italia spende ogni giorno 300mila euro, 9 milioni al mese, per soccorrere i migranti", ammonisce Alfano. L'Italia, ha detto il titolare del Viminale, "è sotto una pressione migratoria fortissima che arriva dalla Libia", sembra infatti che siano pronte a partire alla volta dell'Italia tra le 300mila e le 600mila persone, "ed è una stima per difetto - sottolinea il ministro - e lo ha confermato anche il commissario Cecilia Malmström", commissario europeo per gli affari interni nella Commissione Barroso II. "Ci sono mercanti di morte che lucrano su questi traffici e che lanciano le richieste di soccorso già 30-40 miglia dopo aver lasciato le coste della Libia" conclude Alfano.

I DATI DELL'IMMIGRAZIONE NEL 2013 - Secondo i dati del Centro Astalli, il servizio dei Gesuiti per i rifugiati, tra le persone soccorse l'anno scorso moltissime erano vittime di tortura, di abusi sessuali o in fuga da guerre. Inoltre il rapporto sull'afflusso migratorio dell'anno scorso, pubblicato oggi dal Centro Astalli, riferisce che nel 2013 sono sbarcate sulle coste italiane 42.925 persone, ma le domande d'asilo sono state molte di meno: 27.830. "Chi cerca protezione è ben consapevole della difficoltà del contesto italiano e cerca in ogni modo un'altra destinazione", commenta il Centro.

Molti dei migranti arrivano da noi sapendo già che sarà durissima. Diverse persone, dopo essere sopravvissute alla traversata del Mediterraneo, non sopravvivono alle nostre metropoli. "Il 2013 - ha detto padre Giovanni La Manna, presidente del Centro - è stato un anno tragico. Si è aperto, a gennaio, con la morte di due rifugiati somali in un sottopassaggio del centro di Roma. Fuggiti dai pericoli vissuti nel loro Paese, hanno perso la vita proprio dove avrebbero dovuto trovare protezione e aiuto. Il 14 febbraio 2013, un giovane richiedente asilo della Costa d'Avorio si è dato fuoco all'aeroporto di Fiumicino, terrorizzato all'idea di essere espulso. A dicembre un eritreo di appena 21 anni si è suicidato nel CARA di Mineo. Sono solo alcuni esempi della profonda solitudine e disperazione che sembra accomunare rifugiati e italiani in questo periodo di crisi economica. Una comunità dovrebbe interrogarsi seriamente davanti a tragedie come queste". "Non basta riconoscere il diritto d'asilo, se poi si praticano politiche di chiusura e di contrasto che di fatto impediscono a uomini e donne in fuga dalla guerra di avvalersi di questo diritto" sottolinea padre La Manna.

Sulla questione è intervenuta anche Laura Boldrini, Presidente della Camera: "Non è chiudendo le frontiere che fermeremo i flussi migratori. Per gestirli meglio sarà invece necessario affrontare le cause profonde di questi movimenti di persone".


Redazione/sm