Immagine di repertorio (Fonte foto: Pixabay)

In Inghilterra revocate le restrizioni nonostante l'impennata di contagi

I casi di Covi-19 hanno superato i 50.000 al giorno - come non succedeva da gennaio, ma Boris Johnson ha deciso di revocare tutte le restrizioni. Scozia e Galles manterranno l'obbligo di mascherina

Da oggi 19 luglio in Inghilterra sono state revocate tutte le restrizioni legate al Covid-19, come era stato annunciato da giorni. Nonostante l'impennata dei contagi, che sono arrivati a superare i 50mila al giorno – come non succedeva da gennaio, il Governo ha deciso di procedere lo stesso con il cosiddetto Freedom Day, andando contro le opinioni degli scienziati. Scozia e Galles dal canto loro mantengono l'obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso e nei trasporti.

Tolte le restrizioni nonostante il record di contagi
A partire dalla mezzanotte ora locale (l'1:00 in Italia) auditorium e stadi possono riaprire a pieno regime, le discoteche tornano ad accogliere il pubblico, il servizio bar è nuovamente autorizzato nei pub e non c'è più limite al numero di persone che possono radunarsi. Indossare la mascherina non è più obbligatorio nei trasporti e nei negozi, il telelavoro non è più obbligatorio. Rimangono solo le restrizioni per chi viaggia: chi rientra nel Regno Unito dalla Francia dovrà sottoporsi a una quarantena di 10 giorni. La giustificazione del primo ministro Boris Johnson, di fronte alle proteste degli esperti e dei laburisti, è che bisogna imparare a convivere con il nuovo coronavirus esattamente come si fa con l'influenza. Il premier ha dunque resistito agli appelli degli scienziati -  anche se il governo dà già per scontato un aumento ulteriore del numero dei contagi, che al momento sono di nuovo oltre i 50mila casi al giorno: alcune stime indicano che si potranno toccare i 200mila. Finora nel Regno Unito il nuovo coronavirus ha ucciso più di 128.700 persone. Il Paese rimane stabilmente il più colpito in Europa per numero di casi. 

Il premier in isolamento alla vigilia del Freedom Day
Nel frattempo aumenta anche il numero delle persone che si devono mettere in isolamento, con una proporzione impressionante: da qualche giorno c'è chi è preoccupato che possano esserci carenze di personale, tante sono le persone costrette a isolarsi. Grazie all'app, molto sensibile, dell'Nhs, il sistema sanitario pubblico, nella prima settimana di luglio sono stati diramati oltre mezzo milione di inviti a isolarsi in Inghilterra e Galles. Alcuni supermarket hanno avvertito che rischiano di dover limitare gli orari di apertura, se non addirittura dover chiudere i negozi, per la mancanza di personale. Tra i contagiati c'è anche il ministro della Salute, Sajid Javid, che ha avuto contatti stretti con lo stesso Boris Johnson – il quale alla fine ha dovuto cedere: alla vigilia dell'atteso Freedom Day, ha dovuto mettersi in isolamento. Con lui, si è isolato anche il ministro dell'Economia, Rishi Sunak: entrambi venerdì avevano incontrato Javid, risultato positivo sabato mattina. Downing Street prima ha cercato di salvare il salvabile, annunciando che Johnson e Sunak non si sarebbero isolati e avrebbero seguito un protocollo pilota che consentiva loro di partecipare di persona alle "attività essenziali" di governo, con test di controllo giornalieri, e isolarsi solo quando non impegnati in tali mansioni. Poi, dopo poco più di due ore, dopo le accuse di violare le regole già stabilite per tutti, il Governo ha dovuto far marcia indietro: il premier e due dei suoi più stretti collaboratori sono entrati in isolamento nel giorno in cui in Inghilterra è il giorno della libertà. 

Vandalizzati centri vaccinali in Francia
La situazione non è semplice nemmeno in Francia, dopo il clamoroso annuncio di Macron della settimana scorsa di rendere obbligatorio il pass sanitario per quasi tutte le attività. Durante le proteste contro le misure antipandemiche del fine settimana due centri vaccinali sono stati vandalizzati. Il primo, nella notte tra venerdì e sabato, a Grenoble nel sud-est della Francia, è stato ricoperto di graffiti e allagato con dei tubi da giardino. Il secondo, una clinica a Urrugne vicino a Biarritz, nel sud-ovest, è stato dato alle fiamme e in parte distrutto. Sabato, più di 100.000 persone sono scese in piazza in tutta la Francia per protestare contro le regole decise dal presidente Emmanuel Macron per contrastare l'aumento dei contagi di coronavirus. 

Preoccupazione per le restrizioni in Italia
Nel frattempo in Italia stanno aumentando i casi di Covid-19, con una crescita di quelli derivati dalla variante Delta. Il nuovo bollettino della Protezione civile ieri ha fatto registrare 3.127 nuovi casi, con il tasso di positività salito a 1,9%, e altri 3 decessi. Oggi 19 luglio non ci sarà nessun cambio di colore nella mappa dell'Italia tutta bianca, ma lo spettro del ritorno della zona gialla, con regole e misure più restrittive, continua ad aleggiare tra i confini nazionali. Alcune Regioni come Sardegna, Sicilia e Veneto sono più a rischio di altre, ma c'è attesa generale per la cabina di regia. Sul tavolo ci sarà il possibile uso allargato del Green pass, simile al modello francese, sul quale il Governo dovrà decidere cosa fare. 

red/gp

(Fonte: Ansa, Agi, Adnkronos)