In Italia 1143 impianti a
rischio di incidente rilevante

L'ultimo aggiornamento sul numero degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante conta, sul territorio nazionale, 1143 impianti a rischio, di cui 588 classificati a maggiore pericolosità

Ogni sei mesi il Ministero dell'Ambiente, in collaborazione col Servizio Rischio industriale di ISPRA, aggiorna  il censimento sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR) che sorgono  sul territorio italiano. L'ultimo aggiornamento risale a dicembre 2012: in Italia, secondo l'ultimo dato, sono 1143 gli impianti industriali a rischio di causare incidenti anche gravi. L'elenco di tali impianti, con l'indicazione della località dove sorgono, la ragione sociale dell'impresa e il tipo di attività svolta, è inserito nell'"Inventario Nazionale degli Stabilimenti a Rischio di incidente Rilevante", consultabile sul sito del Ministero per l'Ambiente. L'elenco è disponibile sia riepilogativo per tutto il territorio nazional,e sia suddiviso Regione per Regione.

A questi stabilimenti a rischio di incidente rilevante e ai loro componenti, il D.Lgs. 17 agosto 1999 n. 334, (cd Seveso II, che dà attuazione alla direttiva europea 96/82/CE /Seveso II) impone il rispetto di una serie di norme in materia di sicurezza allo scopo di  prevenire incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose e a limitarne le conseguenze per l'uomo e per l'ambiente.

Gli stabilimenti soggetti al D.Lgs 334, sono classificati in diverse categorie stabilite in base alla minore (art. 6) o maggiore (art. 8) quantità di sostanze pericolose detenute. Maggiore è la quantità di sostanze presenti nell'impianto e maggiori sono gli obblighi per il Gestore. Dei 1143 impianti a rischio nel nostro Paese, sono 588 quelli classificati a "maggiore pericolosità" quindi soggetti ai più stringenti obblighi e adempimenti previsti dall'art.8.

Attualmente, la Regione con maggior numero di impianti RIR sul proprio territorio è la Lombardia con 288 insediamenti a rischio, seguita da Veneto (112) e Piemonte (103) contro i 6 in Valle d'Aosta, 8 del Molise e 9 della Basilicata.



Patrizia Calzolari