eliski (fonte foto: loscarpone.it)

In montagna ''lenti e rispettosi'': il CAI contro l'eliski

Dopo i fatti di cronaca degli ultimi giorni, che hanno visto il distaccamento di valanghe in Valtellina causato da turisti che stavano praticando l'eliski, il Cai - Club Alpino Italiano - ha voluto ribadire il proprio netto "no" a questa pratica

Si chiama eliski (o anche elisci o heliski) ed è la pratica dello sci fuoripista e del freeride in cui si usa l'elicottero per la risalita. L'eliski è ritenuto altamente impattante sull'ambiente e pericoloso e non solo per chi lo pratica; è accusato infatti di favorire il distacco di slavine e valanghe e di danneggiare la fauna selvatica. Questo sport è vietato o limitato in un tutti i paesi alpini ad eccezione dell’Italia; la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA), lo definisce "rischioso e non adatto alle Alpi per ragioni ambientali".
Non più tardi di martedì scorso, lo ricordiamo, a Livigno (SO) si è staccata una valanga che ha coinvolto 4 turisti stranieri che stavano praticando eliski (uno dei quali è morto): la Procura di Sondrio  ha aperto un'inchiesta per stabilire eventuali responsabilità, dal momento che, come ha dichiarato il procuratore capo: "La valanga è stata provocata, le ipotesi di reato sono valanga e, per ora, omicidio colposo".

Su questo tema è quindi ritornato anche il CAI, Club Alpino Italiano, che ha voluto ancora una volta "ribadire la propria azione di contrasto a tale pratica, invasiva per la montagna, la fauna che la popola e gli altri fruitori".
"L'azione di contrasto del CAI centrale alla pratica dell'eliski è difficile e costante, e può apparire poco visibile perché fatta di tanto lavoro quotidiano - afferma il Presidente generale CAI Umberto Martini. - Per la sua regolamentazione la legislazione è di competenza regionale e la sua attuazione di competenza dei Sindaci. Di conseguenza l'azione di contrasto e di pressione deve essere comune tra la Sede centrale del CAI, i suoi Gruppi regionali e il territorio. Il riferimento è, e resta, il nuovo bidecalogo, nel quale le posizioni del CAI sono espresse in maniera chiara e sulle quali non arretreremo".

Fra l'altro, i
n occasione dell'incontro di dicembre a Roma tra le maggiori Associazioni ambientaliste italiane e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio , il CAI pose chiaramente la questione di una regolamentazione relativa all'uso indiscriminato di tutti i mezzi motorizzati nei territori montani per fini ludici e ricreativi, che va assolutamente contrastato. Il "caso eliski" verrà comunque riproposto il prossimo 28 gennaio è in programma una riunione della Segreteria Ambiente del CAI.

"Il CAI è impegnato costantemente nella promozione di frequentazioni della montagna "lente" e rispettose - sottolinea una nota dell'associazione - considerato anche lo scarso innevamento degli ultimi anni durante la stagione invernale e i limiti degli impianti di risalita.
Per il CAI è indispensabile guardare oltre, è necessaria un'attenzione all'ambiente sempre più diffusa e condivisa, rivolgendosi soprattutto ai giovani, con attività che diano un senso alla frequentazione delle Terre alte. Pratiche come l'eliski rappresentano colpi di coda rispetto a ciò che la montagna oggi può concretamente offrire".

red/pc