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Incendi, 25 mila in sei mesi. La regione più colpita è la Sicilia

Sicilia, Puglia e Lazio sono le tre regioni più colpite dagli incendi che nei primi sei mesi dell’anno sono 25.869 mila. In fiamme 1.593 ettari di boschi e circa 10.925 ettari di aree non boschive, oltre 30 mila i vigili del fuoco impegnati nello spegnimento dei roghi. Ecco tutti i numeri

L’incremento delle ultime settimane è sicuramente favorito dalla stagione calda, ma i numeri complessivi sono preoccupanti: stiamo parlando di 25.869 mila incendi che in Italia sono divampati in Italia nei primi sei mesi dell'anno. E a luglio la situazione non cambia: l’ultimo in ordine di tempo è quello che da Resuttano, in provincia di Caltanissetta, ha raggiunto Alimena (Palermo) e che sta divampando dalle prime ore del pomeriggio di ieri. Le fiamme hanno lambito l'autostrada Catania-Palermo.
I 30 mila vigili del fuoco, che hanno fornito questi dati, sono intervenuti nei roghi che hanno bruciato tra gennaio e giugno 1.593 ettari di boschi italiani e circa 10.925 ettari di aree non boschive. Le regioni maggiormente colpite? Sicilia (6.572 incendi), Puglia (4.920), Lazio (2.024), Campania (1.982), Calabria (1.860), Lombardia (1.451 incendi) e Sardegna (1.385 incendi).
Secondo i dati forniti da Legambiente nel rapporto “Ecomafia 2016”, invece, lo scorso anno con temperature estive superiori alla media gli ettari andati in fumo in Italia sono stati 37 mila; 15 mila in più del 2014 e 23 mila in più del 2013.
Per Daniela Piccoli, direttore della divisione protezione civile e pubblico soccorso del Corpo forestale dello Stato, “questi fenomeni sono fortemente influenzati dalla meteorologia, tanto che negli ultimi anni le aree del sud sono state particolarmente colpite mentre è andato meglio al nord. Il nostro obiettivo - aggiunge - è quello di intervenire soprattutto prima che un bosco venga bruciato. E questo lo si fa con la prevenzione, che passa attraverso i controlli sul territorio e la cultura della sicurezza”.
Secondo il dossier presentato da Coldiretti alla mobilitazione di migliaia di agricoltori e boscaioli scesi in piazza per salvare la foresta italiana a Trento, l'allarme incendi non è stato mai così alto con la superficie boschiva che ha raggiunto quest'anno in Italia il massimo storico “a causa del degrado e dell'abbandono” che “lascia campo libero ai piromani e alle ecomafie, con rischi per l'ambiente e la stabilità idrogeologica”.
L’estate torrida sommata all’avanzata della foresta - che si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai con 12 miliardi di alberi più di in terzo della superficie nazionale - secondo Coldiretti rappresenta un rischio enorme. Già lo scorso anno gli incendi erano aumentati del 49% mandando in fumo più di 37 mila ettari di bosco. Ogni ettaro di macchia mediterranea, precisa ancora la Coldiretti, è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito dei roghi sono andate perse.
“Per difendere il bosco italiano - spiega il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo - occorre creare le condizioni affinché si contrasti l'allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli”.

red/gt