(Fonte foto: CAE)

Incendi boschivi: il corso di Dmg e Ampro presso Cae

Mercoledì 30 giugno e giovedì 1 luglio 2021, CAE ha ospitato e tenuto un corso relativo ai sistemi di monitoraggio e allertamento ambientale, con un importante focus su quelli per gli incendi boschivi

Mercoledì 30 giugno e giovedì 1 luglio 2021, CAE ha ospitato e tenuto un corso relativo ai sistemi di monitoraggio e allertamento ambientale, con un importante focus su quelli per gli incendi boschivi. Il corso è stato organizzato dal DMG (Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università di Trieste) e patrocinato da AMPRO, Associazione Meteo Professionisti nata nel 2019 che si occupa del riconoscimento, della valorizzazione e della promozione della professione del Tecnico Meteorologo e del Meteorologo in Italia, della sua tutela e di quella degli utenti dell’informazione meteorologica. Nell’epoca del cambiamento climatico, tra ondate di calore e siccità, il rischio di incendi boschivi è sempre maggiore ed è sempre più importante tutelare quelle aree verdi che sono i nostri polmoni.

La struttura del corso
Il corso ha approfondito come, nella lotta a questi fenomeni estremamente pericolosi, sia fondamentale avere strumenti e tecnologie di alta qualità dei quali sono stati analizzati i dettagli tecnici, ma anche la capacità di metterli a sistema, aspetto che spesso passa in secondo piano, ma di primaria importanza. Infatti, non è sufficiente un’ottima telecamera per monitorare un incendio e intervenire in tempi rapidi, ancora prima di installarla serve studiare l’orografia del territorio da monitorare per individuare i siti più adatti dove collocare le postazioni per coprire i più ampi spazi possibili. Vanno tenuti in considerazione gli aspetti amministrativi, la possibilità di riutilizzare strutture esistenti o la necessità di costruirne di nuove. Si tratta di strutture imponenti, di non banale realizzazione e installazione, che richiedono spazio e permessi da parte di diversi uffici. Inoltre, non vanno sottovalutati gli aspetti relativi ai consumi elettrici, e di conseguenza ai sistemi di alimentazione, e le esigenze in termini di sistemi trasmissivi delle immagini e dei dati che devono essere disponibili presso la centrale di controllo in tempo reale H24. Sono tutti aspetti che spesso vengono dati per scontati mentre non lo sono, generano complessità e costi, ma sono indispensabili al fine della riuscita del progetto e per garantire un servizio funzionale a intervenire il prima possibile per ridurre i danni generati dagli incendi. L’incontro, che si è tenuto nel pieno rispetto delle normative Covid-19, è stato un’occasione non solo per discutere di tecnologia e strumentazione come evidenziato dal Dott. Massimo Enrico Ferrario (Presidente AMPRO), ma anche di aggregazione e confronto tra industria privata ed ente pubblico che ha consentito agli operatori del settore, provenienti da diverse parti d’Italia, di incontrarsi, scambiarsi opinioni, informazioni e di pensare a progetti condivisi, come sostenuto dal Dott. Stefano Cirilli (DMG - Università di Trieste e promotore dell’evento).



Uno dei partecipanti del corso è stato il Dott. Luca Lombroso, meteorologo AMPRO, tecnico dell’osservatorio geofisico del DIEF UNIMORE, riconosciuto dal WMO come osservatorio meteorologico storico centenario che ha trovato il corso utile sotto vari punti di vista che riguardano le sue diverse attività professionali: sia a livello di strumentazioni, sia in relazione ai sistemi per gli incendi boschivi che, in quanto strumenti di monitoraggio e di osservazione sistematica, in applicazione degli accordi di Parigi sul clima, sono importanti per prevenire e adattarsi al cambiamento climatico

Contenuto tratto da CAE Magazine n.55 - Luglio 2021 a cura di CAE SpA