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Incendi, il vademecum per i cittadini dei Vdf

Il documento offre una serie di istruzioni semplici e chiare da seguire in caso di incendi di interfaccia, ovvero quelli che scoppiano nella vegetazione che si trova vicino alle abitazioni

In un periodo in cui gli incendi sono all'ordine del giorno e il loro orizzonte geografico si è spostato anche nelle zone settentrionali dell'Europa, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile hanno dato vita ad un vademecum su come proteggere le abitazioni dal rischio di incendio di vegetazione. "Una guida sintetica per i non addetti ai lavori su come valutare la sicurezza della propria abitazione rispetto agli incendi di vegetazione nelle aree di interfaccia urbano-rurale" così viene presentato il vademecum .
 

Motivazioni 
La guida si sofferma in particolare sugli incendi di vegetazione nelle cosìdette aree di interfaccia, ovvero negli spazi vicini alle abitazioni e agli insediamenti che, come si legge nel testo "costituiscono ogni anno una delle principali minacce a persone, beni ed anche al patrimonio ambientale e socio-economico del nostro Paese". Ovviamente la crisi climatica non fa che amplificare gli effetti sugli incendi, sulla siccità e potrebbe anche "favorire il fenomeno della marginalizzazione di vaste aree per il progressivo abbandono delle attività agro-silvo-pastorali". L'opuscolo nasce proprio in virtù di questa serie di concause si è deciso di puntare maggiormente sulla prevenzione: "Tutti questi aspetti ci pongono di fronte alla necessità di indirizzare attenzione e risorse anche verso una costante attività di prevenzione, piuttosto che concentrare tutti gli sforzi nella fase di soccorso". 

La propagazione
Per fare una valutazione del livello di rischio per un'abitazione che si trova in una zona di interfaccia bisogna per prima cosa sapere come si propagano gli incendi di questo tipo. "Le principali modalità di propagazione di un incendio di vegetazione sono l’esposizione diretta alle fiamme e l’irraggiamento. Un’ulteriore modalità è legata al movimento di faville incandescenti, che sono trasportate dalla colonna di gas e di fumi caldi e che possono raggiungere il terreno quando sono ancora in fase di combustione, anche a centinaia di metri o a chilometri di distanza rispetto al punto dal quale sono partite". Gli incendi di vegetazione si possono propagare per irraggiamento, quando le fiamme sono in prossimità dell’abitazione, o attraverso le faville portate dal vento anche a distanze rilevanti. "Questo ultimo modo costituisce un problema ulteriore nella lotta antincendio perché può mettere a rischio abitazioni ancora lontane dal fronte dell’incendio" affermano i Vigili del Fuoco. 

Valutazione del rischio
Segue un capitolo dedicato a come valutare il livello di esposizione al rischio di un’abitazione. In particolare per le abitazioni costruite su versanti esposti sud/sud-ovest sono generalmente le più critiche per il rischio di incendi di interfaccia perché è più probabile che l’incendio trovi condizioni di maggiore idoneità alla propagazione come ad esempio minore umidità atmosferica e temperatura maggiore, con effetti anche sull’umidità della vegetazione. Inoltre la letteratura internazionale ha mostrato che l’area delimitata da un raggio di 30 metri (100 piedi) intorno all’abitazione è la principale responsabile della propagazione e dell’intensità potenziale dell’incendio. "Pertanto, - spiega il vademecum - deve essere valutata (ed eventualmente au- torizzata dagli organi competenti) la riduzione graduale e progressiva della vegetazione intorno alla casa e la modifica delle specie utilizzate, preferendo quelle meno combustibili, come ad esempio, sostituire le conifere ad aghi lunghi, come quelle mediterranee, con latifoglie che creano una lettiera compatta". Le mimose troppo vicino alle case costituiscono un altro esempio. La corretta gestione e/o la sostituzione di piante deperienti o secche con nuovi esemplari fa parte di questa attività. Occorre inoltre ripulire la stessa area da fieno, rovi, erba e materiale secco di qualsiasi natura.

Fattori favorevoli agli incendi di interfaccia
Tra i fattori che possono favorire la propagazione dell’incendio di interfaccia all’interno dell’abitazione vengono elencati:
• la presenza di materiale combustibile depositato in prossimità dell’abitazione; 
• la presenza di elementi costruttivi combustibili degli edifici (tetti o altre parti dell’edificio in legno, specialmente se vecchio o fessurato, o altro materiale combustibile);
presenza di aperture (camini, ventilazioni, porte o finestre aperte, anche solo parzialmente). Inoltre, alcuni accorgimenti possono rendere più agevole gli interventi di soccorso. Ad esempio:
l’accesso dei mezzi di soccorso all’abitazione e la disponibilità di acqua permetteranno di difendere più efficacemente la proprietà;
• la viabilità stradale nelle zone abitate di interfaccia dovrebbe prevedere un accesso ed un’uscita separate, per garantire due percorsi alternativi di fuga, e, in caso di intervento, per poter gestire in sicurezza evacuazioni ed arrivo dei mezzi antincendio;
• per permettere ai mezzi di soccorso di arrivare alle case in zone abitate di interfaccia, la segnaletica stradale deve consentire di individuare agevolmente l’ubicazione dei singoli edifici.

Come limitare la propagazione delle fiamme 
Nella guida si parla poi delle misure per modificare notevolmente l’intensità e la velocità di propagazione di un incendio. Tra le azioni da programmare sono elencate:
verificare la ricrescita di alberi e arbusti, effettuando interventi di potatura degli alberi tesi a ridurre la continuità orizzontale e verticale della vegetazione (crea degli spazi tra chioma e chioma e tra chioma e vegetazione sottostante) e rimuovere il materiale secco;
creare dei punti di discontinuità per il materiale combustibile (evitare l’effetto miccia) anche di limitato spessore, come le siepi, specie se omogenee e della stessa specie, che in molte occasioni sono vie preferenziali per la propagazione del fuoco verso e all’interno dell’abitazione; anche alcune piante rampicanti costituiscono un veicolo di propagazione delle fiamme;
• realizzare le siepi con specie che non accumulano all’interno materiale legnoso morto, e che non abbiano un alto contenuto di oli e resine;
• mantenere i giardini ben curati durante i periodi di siccità;
eliminare le specie vegetali più combustibili e/o che hanno un alto contenuto di oli e resine (molti arbusti tipici della macchia mediterranea o del sottobosco sono inadatti), oppure mantenere tali specie più isolate e separate tra loro e dal resto della vegetazione; usare intorno alla casa specie vegetali con basso volume di combustibile, come ad esempio l’erba, tagliandola ed asportandola quando secca.

Come ridurre il rischio intorno all'abitazione
Il tetto è l’elemento più vulnerabile. Le indicazioni per questo elemento che arrivano dai Vigili del Fuoco sono: "Se possibile, non costruire la copertura in legno non trattato o con altri materiali combustibili. Conservalo in buone condizioni e pulito da foglie, rami e aghi di pino e altro materiale infiammabile. Fai pulire attentamente le coperture orizzontali sulle quali possono rimanere residui combustibili. Proteggi i tetti ventilati e le bocche di areazione con rete parafaville". Per quanto riguarda le finestre e le porte in vetro la guida dice che: "Sono preferibili finestre con doppi vetri e persiane (o tapparelle). In caso di evento chiudere le finestre ed ogni altra apertura (compresi i vasistas), veicolo di possibile ingresso delle faville all’interno dell’edificio". Per ciò che attiene le gronde, i portici, i balconi, e gli aggetti in genere, tipologia della quale fanno parte anche le verande o le tettoie e le staccionate in legno, a diretto contatto o in prossimità della casa, adibite spesso a parcheggi o per uso ricreativo e spesso caratterizzate da accumuli di materiali combustibili di varia natura, "occorre prestare particolare attenzione al fogliame secco e agli aghi di conifere depositati all’interno delle canalette (gronde) di raccolta delle acque piovane dei tetti in struttura lignea. Utilizzare materiali non combustibili o materiali adeguatamente trattati". Si consiglia di scegliere mobili da giardino in materiale non combustibile o di conservare in luogo protetto quelli in materiale combustibile. Nel caso dei camini l'indicazione è che tutti "dovrebbero avere una rete parafaville ed essere soggetti a periodica pulizia. I rami o gli elementi che possano ostruirlo dovrebbero essere ad una distanza minima di 3 metri". Stessa indicazione vale per i barbecue che devono avere una rete parafaville e dovrebbero essere circondati da terreno privo di vegetazione e da residui combustibili. Il consiglio in generale quando si usano barbecue e caminetti è di tenere sempre una riserva d’acqua in un secchio e una pala, per abbattere il fuoco o per gettarvi sopra della terra già smossa. Seguono le indicazioni per i serbatoi di Gpl che "devono rispondere ai requisiti previsti dalle vigenti norme di prevenzione incendi (D.M. 14/05/2004 e s.m.i.)"; e quelle per i depositi di legname e materiale da ardere che vanno posizionati almeno a 10 metri di distanza e se il terreno è in pendenza "ad una quota superiore rispetto a quella della casa". Per un raggio di almeno 3 metri intorno ai depositi o alle cataste di legna da ardere si dovrebbe "eliminare tutta la vegetazione facilmente combustibile. Se possibile evita di impilare legname in adiacenza alla casa o al di sopra o al di sotto di solai esterni costruiti in legno".

Cosa fare in caso di incendio: Come dare l'allarme 
Nel caso di scoppio di incendio di vegetazione in un’area di interfaccia, che minacci più case o strutture il vademecum consiglia ai cittadini di "diventare parte attiva del processo di salvaguardia della vita umana". La partecipazione attiva consiste nell’adozione di misure preventive e nella conoscenza dei principi e delle azioni di autotutela, che facilitano la gestione delle prime fasi dell’emergenza. Ecco quali sono: 
Individua rapidamente gli incendi prossimi alla tua abitazione. Questo è un fattore chiave perché aumenta le possibilità di estinguere l’incendio. Nella tua comunicazione con i numeri di emergenza dovrai identificarti e fornire gli elementi per consentire agli operatori antincendio di intervenire in sicurezza e in tempi ridotti in prossimità delle abitazioni/edifici.
Chiama immediatamente uno dei numeri di emergenza attivi nella tua regione e fornisci più informazioni possibile in modo chiaro e conciso, con frasi brevi e di facile comprensione:
• indica cosa succede e descrivi cosa sta bruciando (alberi, cespugli, erba, giardini, case, capanni, veicoli);
comunica se l’incendio minaccia persone, un centro abitato, una casa, un campeggio, un’attività industriale, una stazione di servizio, una strada, una ferrovia o altro (in generale, questa condizione si verifica se, anche se non sta ancora bruciando, vi è vegetazione a distanza inferiore ai 50 metri dalle abitazioni e dagli ambienti);
• indica dov’è l’incendio (in quale comune, strada vicinale, località nota più vicina occorre indicare l’indirizzo del luogo dove il materiale sta bruciando, non quello da cui stai chiamando e vedi l’incendio).
Mantieni accessibile la viabilità ai mezzi di soccorso per consentire le operazioni di estinzione o di evacuazione in sicurezza di persone e animali.

Misure di autoprotezione personale
In caso di incendio di interfaccia, la cosa principale è seguire con attenzione ciò che comunicano i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine e chiunque è impegnato nella lotta attiva all’incendio (ad esempio i volontari AIB) e seguire immediatamente gli ordini di evacuazione attenendosi a questi suggerimenti. Seguire le indicazioni fornite dal sistema di protezione civile; in caso di ordine generalizzato di evacuazione dell’autorità di protezione civile di un’area (Sindaco) recarsi presso i punti di raccolta e le aree di attesa individuate dal Piano di protezione civile. Informarsi sui canali di comunicazione attivati dal vostro Comune e registrarsi per ricevere le info di emergenza (app, siti web, servizio info emergenze tramite SMS ecc.). Oltre a questi, il documento elenca altri comportamenti da mettere in pratica per difendersi dalle fiamme: 

1. Vestiti in modo adatto alla situazione di emergenza. Evita le ustioni coprendo il più possibile il tuo corpo. Indossa abiti di cotone a maniche lunghe, scarpe chiuse, ber- retto e una maschera o un fazzoletto bagnato. Evita i tessuti sintetici.
2. Chiudi tutto. Chiudi porte, finestre e aperture (camino, sfiati, ecc.), valvole per gas, gasolio e altri combustibili. Scollega i meccanismi automatici di apertura e chiusura della porta. Metti degli asciugamani bagnati sotto le porte.
3. Conserva l’acqua. Raccogli secchi e contenitori e riempili d’acqua. Riempi anche la vasca da bagno e i lavandini.
4. Rimuovi il materiale combustibile. Sia intorno alla casa (mobilio, tende, arredi da giardino mobili) che all’interno della casa, soprattutto i materiali posti vicino a porte e finestre (tende, persiane, mobilio): spostali verso il centro della stanza.
5. Soffoca i principi di incendio. Soffoca immediatamente le faville usando la tubazione d’acqua del giardino o i secchi d’acqua, o battendovi sopra con una pala o un ramo, o coprendole con della terra (conviene preparare prima un mucchio di terra smossa).
6. Sposta i veicoli. Parcheggia i veicoli (moto, macchine) in posizione protetta rispetto alla direzione di avanzamento del fuoco.
7. Quando il fuoco è vicino a casa tua. Bagna il tetto e gli elementi sensibili più vicini alle fiamme. Se hai l’impianto di irrigazione automatico azionalo solo pochi istanti prima dell’arrivo dell’incendio per evitare un calo di pressione nella rete idraulica della comunità (a meno di disporre di una notevole autonomia: impianto di approv- vigionamento privato).
8. Se ti trovi in un veicolo.
• Accendi i fari e le luci di emergenza, mantieni la calma nella guida, regola la velocità valutando che folate di fumo possono togliere all’improvviso la visibilità.
• Se non riesci ad allontanarti celermente dall’incendio trova un posto per fermarti dove il terreno è sgombro da vegetazione, comunque il più lontano possibile dall’avanzare dell’incendio.
• Chiudi tutti i finestrini e le prese d’aria, sdraiati sul pavimento dell’auto e copriti con i tappetini, se possibile bagnandoli, usa anche in questo caso una maschera o un fazzoletto bagnato per limitare la respirazione di fumo e particolati.
• Rimani in macchina il più a lungo possibile. Se l’auto prende fuoco, uscendo dal veicolo assicurati che la maggior parte della tua pelle sia coperta.

red/cb
(Fonte: Vigili del Fuoco e ministero della Difesa)