fonte: Profilo TW Sergio Costa

Incendi in Amazzonia, Bolsonaro rifiuta i 20 milioni stanziati dal G7 e attacca Macron

eciso anche l'invio di canadair per spegnere i roghi. Reazione stizzita da parte del presidente brasiliano Jair Bolsonaro che ha poi rifiutato l'offerta e invitato Macron a pensare all'incendio di Notre-Dame

Articolo aggiornato alle 8.42 del 27 agosto 2019

La proposta messa sul tavolo ieri dal G7 di Biarritz di stanziare 20 milioni di euro per l'Amazzonia, colpita da incendi che stanno proseguendo da giorni è stata rifiutata dal governo Brasiliano. Il piano promosso ieri, lunedì 26 agosto, dai leader delle sette economie più forti del mondo che prevedeva anche l'invio di Canadair per spegnere i roghi che si estendono fino alla foresta Amazzonica in Bolivia, non è piaciuto a Bolsonaro. Il progetto fortemente voluto dal presidente francese Emmanuel Macron, però ha suscitato fin da subito una forte reazione brasiliana .

Jair Bolsonaro già ieri aveva accusato il presidente francese di intervenire sull'Amazzonia come se il Brasile fosse "una colonia o una terra di nessuno". "Non possiamo accettare che un presidente, Macron, lanci attacchi irragionevoli e gratuiti sull'Amazzonia, né che nasconda le sue intenzioni dietro 'l'alleanza' del G7 per 'salvare' l'Amazzonia, come se fossimo una colonia o un'altra terra di nessuno", aveva già scritto ieri il presidente brasiliano su Twitter.

Nello stesso giorno gli avevano fatto eco le parole dell'ambasciatore brasiliano in Francia, Luis Fernando Serra, intervistato da 'Europe 1': "Vogliamo aiuti per contrastare il fuoco ma non vogliamo ingerenze internazionali. E' il nostro territorio. Quattro milioni di chilometri quadrati che appartengono al Brasile".

Oggi infine, è arrivato il rifiuto definitivo dei 20 milioni di euro proposti dal G7. "Ringraziamo, ma questi fondi potrebbero essere più utili per la riforestazione dell'Europa", scrive su un blog Onyx Lorenzoni, capo di gabinetto del presidente Jair Bolsonaro. Ma oltre al declinare l'offerta sono volate altre accuse da parte del governo Bolsonaro al presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron: "Il Brasile è un Paese democratico e libero che non ha mai avuto pratiche colonialiste e imperialiste, che è forse l'obiettivo del presidente Macron".


Lorenzoni ha quindi criticato aspramente il presidente francese per l'incendio che lo scorso aprile ha colpito Notre-Dame, sostenendo di non voler ricevere lezioni dal presidente francese che "non può nemmeno evitare un incendio prevedibile in una chiesa che è un sito del patrimonio mondiale, cosa intende insegnare al nostro Paese?". Macron "Ha molte cose di cui occuparsi a casa e nelle colonie francesi", ha detto ancora Lorenzoni, riferendosi ai territori francesi d'oltremare, tra cui la Guyana francese, al confine con il Brasile. Il presidente Jair Bolsonaro aveva iniziato a rifiutare l'aiuto scrivendo su Twitter: "Non possiamo accettare che un presidente, Macron, ci lanci attacchi liberi e gratuiti sull'Amazzonia né che mascheri le sue intenzioni dietro idea di un'alleanza dei Paesi del G7 salvare l'Amazzonia, come se fossimo una colonia". Ed ha aggiunto: "Il rispetto per la sovranità di qualsiasi paese è il minimo che ci si può aspettare in un mondo civile". Il rifiuto di Brasilia stupisce soprattutto perché in precedenza il ministro dell'Ambiente brasiliano Ricardo Salles aveva dichiarato che l'aiuto del G7 sarebbe stato gradito. Bolsonaro mette in dubbio i dati internazionali sugli incendi in Amazzonia, affermando che la situazione rientra nei limiti normali. E ora il suo governo assicura che i roghi sono "sotto controllo".

red/mn

(fonte: Dire, Adnkronos)