Incendi in Sicilia, Crocetta accusa lo Stato, Curcio respinge al mittente

Muro contro muro fra il governatore della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, e il capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, che ha commentato duramente le altrettanto dure accuse mosse da Crocetta alla Stato, colpevole, secondo il governatore "di aver lasciato la Sicilia disarmata contro gli incendi"

"La mia e' una chiara denuncia. Abbiamo avuto uno Stato che non ha rispettato la convenzione che avevamo circa la fornitura di mezzi aerei, lasciandoci improvvisamente disarmati rispetto agli incendi, quando non era più possibile ricorrere a mezzi alternativi senza violare le norme sugli appalti".
Il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta ha lanciato una accusa pesantissima ieri pomeriggio durante un'audizione in Commissione Ambiente del Senato sugli incendi che hanno devastato l'Isola. La Sicilia, lo ricordiamo,  è una delle sei regioni italiane non dotate
di un propria flotta aerea regionale, insieme a Basilicata, Umbria, Abruzzo, Marche, Molise,
A questo proposito Crocetta  ha spiegato che dal 2015 la regione siciliana non si rivolge ai privati, bensì si è affidata a una intesa con Corpo Forestale e vigili del fuoco e se la prende con la Protezione civile nazionale, nella figura del suo capo, Fabrizio Curcio: "Nel febbraio 2017 abbiamo chiesto la conferma della convenzione con i vigili del fuoco, ma alla fine di maggio ci è stato comunicato che non poteva essere rinnovata perchè lo Stato non aveva mezzi; una notizia drammatica e che è oggetto di una forte denuncia perché lo Stato deve avere i mezzi. Abbiamo scoperto che i mezzi erano passati ad altri servizi e per informazione avuta da Curcio, dei dieci elicotteri a disposizione della regione, solo quattro potevano essere reperiti, perché sei erano in manutenzione. Una manutenzione tardiva... Alla fine di maggio ci è stato comunicato che questi mezzi non c'erano più', che non avevano modo di trovarli e che dovevano metterli a disposizione di tutte le regioni".
"Lo Stato non può non avere i mezzi - ha dichiarato Crocetta - . E dovrebbero averli i vigili del fuoco. Come Regione vogliamo concorrere ai costi, ma lo Stato deve avere una adeguata flotta di mezzi. Abbiamo assistito alla contemporaneità di centinaia di incendi diffusi e a fronte di questo dato abbiamo toccato con mano una insufficienza totale del sistema, degli strumenti, non degli uomini che ci sono, ma della tecnologia necessaria per spegnere i roghi. Era peraltro una convenzione, quella, che firmammo a Palermo con il ministro Alfano, c'era dunque una intesa formale con il governo".
Non si è fatta attendere la replica di Curcio, che a risposto ieri sera "a stretto giro di posta":
"Sono sinceramente stupefatto dalle dichiarazioni del Presidente della Regione Siciliana in audizione alla XIII Commissione del Senato in merito alla situazione degli incendi boschivi" ha commentato il Capo Dipartimento.
"Senza entrare dettagliatamente in ogni singolo erroneo elemento riportato, il Presidente Crocetta continua a non voler comprendere il contenuto di una norma, la 353 del 2000, legge quadro in materia di incendi boschivi, che esiste da 17 anni. Sono diversi i principi che tale norma ha fissato, primo su tutti il fatto che sono le Regioni e le Province Autonome ad avere il compito di programmare e attuare le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi (che significa ricognizione, sorveglianza, avvistamento, allarme e spegnimento con mezzi da terra e aerei) adottando un piano regionale che deve essere aggiornato annualmente".
"Come si continui a cercare di coprire inefficienze regionali dietro a fantomatiche mancanze statali non riesco a spiegarmelo. - prosegue Curcio -. Immagino che le convenzioni cui si riferisce il Presidente Crocetta degli anni passati siano scadute da mesi: il decreto legislativo 177 del 2016 (assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ndr) è in vigore da tempo per tutti, non solo per la Regione Siciliana, un tempo adeguato per prendere delle decisioni su come attrezzare le strutture regionali, cosa fatta, del resto, da altre Regioni".
"Il Presidente, poi - conclude Curcio -, continua a voler confondere la flotta nazionale con quella regionale. Evidentemente a poco è servita la rettifica fatta dal Dipartimento della Protezione civile alle sue parole lo scorso 6 luglio: lo schieramento dei Canadair (che mai sono stati della Regione) e dei mezzi della flotta di stato anche su basi siciliane è stato stabilito a inizio della campagna estiva, come ogni anno, e non a seguito di riunioni che, preciso, non sono mai state sollecitate dei vertici della Regione ma sempre promossi a livello centrale".

Argomenti questi, già ribaditi nel costo delle riunione svoltasi lo scorso 3 luglio presieduta dallo stesso Curcio, presso la sede del DPC,
alla presenza dell'assessore della Regione Siciliana Maurizio Croce, del direttore del Dipartimento regionale della Protezione civile, Calogero Foti, del dirigente generale del Corpo forestale della Sicilia, Fabrizio Viola e dei vertici nazionali dei VVF,  Bruno FrattasiGioacchino Giomi.
"Ciò che manca non sono i Canadair, bensì alcune flotte regionali, tra le quali quella siciliana - aveva sottolineato Curcio -, flotte  che negli anni passati erano costituite da elicotteri anche del Corpo Forestale dello Stato messi a disposizione attraverso convenzioni con le Regioni, mezzi che quest'anno, con la riforma e il passaggio di competenze e risorse al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e all'Arma dei Carabinieri, non sono tutti disponibili".
Da quell'incontro era uscita la volontà di far sì che l
a Sicilia mettesse in campo ogni urgente azione per porre rimedio alle fragilità del proprio sistema regionale antincendio boschivo, puntando, tra l'altro, a una migliore organizzazione della Sala Operativa Unificata, delle squadre a terra, dei lavori di prevenzione e a una intensificazione delle comunicazioni con il territorio, Prefetture e Comuni su tutti.

red/pc