Inchiesta alluvione a Genova:
orario falsificato e testimone

Dall'inchiesta sull'alluvione a Genova del 4 novembre 2011, che ha portato ieri all'arresto di un dirigente della protezione civile è emerso che l'orario di piena reale sarebbe molto discordante da quello dichiarato. Inoltre un volontario avrebbe testimoniato di non aver fatto quanto invece attribuitogli dalla relazione della protezione civile

Stando alle notizie pubblicate da pochi minuti su "Città di Genova", dopo il blitz di ieri che ha portato all'arresto del dirigente della Protezione Civile del Comune di Genova, Sandro Gambelli, e all'iscrizione nel registro degli indagati di altri due funzionari, Gianfranco Del Ponte e Pierpaolo Cha, la Procura di Genova potrebbe inviare altri avvisi di garanzia per disastro colposo e omicidio plurimo in merito all'indagine sulle responsabilità nell'alluvione del 4 novembre scorso in cui ci furono 6 morti.

L'Agenzia Giornalistica Italiana (Agi) riporta il seguente virgolettato: "E' possibile collocare l'inizio dell'esondazione massiva alle ore 12.53 e il verificarsi degli eventi mortali nei minuti immediatamente successivi quando l'acqua ha raggiunto la parte bassa di via Fereggiano e le vie limitrofe". E' quanto ha scritto il gip di Genova Annalisa Giacalone nell'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Gambelli.
L'accusa a carico dei tre indagati è di falso aggravato finalizzato all'esimersi da responsabilità dell'accaduto.

Secondo la ricostruzione della Procura, fatta con video e testimonianze, la piena sarebbe dunque avvenuta intorno alle 12.53 e non alle 12.37 come si era pensato inizialmente. Secondo l'inchiesta perciò l'evento di maggior portata avvenne molto dopo e i responsabili avrebbero dunque avuto il tempo di intervenire e non l'avrebbero fatto.

Sempre dall'Agi si apprende che un volontario di protezione civile a cui vengono attribuiti nella relazione di protezione civile i rilievi sul Fereggiano subito prima dell'esondazione sarebbe testimone del falso scritto nella relazione.
Nel verbale della protezione civile sarebbe scritto: "Alle ore 12 il volontario incaricato del presidio dinamico sul torrente Fereggiano, come da procedura riferisce che il livello del torrente è alla base della riga gialla della mira". Alle 12.05 "Visto che i pluviometri della zona stavano registrando picchi di intensità straordinarie, si dispone il ritorno immediato del volontario, che nel frattempo stava recandosi a verificare un altro punto di monitoraggio sul vicino Bisagno, sul Fereggiano. Dopo pochi minuti, mentre il volontario si avvicina alla postazione suddetta, viene colto dall'esondazione mentre sono già giunti sul posto i vigili del fuoco che effettuano numerosi salvataggi".

Il volontario precisa: "Sul Fereggiano il giorno 4/11/2011 sono andato solo alle ore otto. Alle 12 non ero lì, quindi non posso essere stato rimandato in un luogo in cui prima non c'ero nè avrei dovuto esserci, data la segnalazione di cui sopra (il livello del torrente sotto il livello giallo, dunque non preoccupante, ndr) ovvero quella relativa ad assenza di criticità". Lo riferisce agli inquirenti il testimone chiave dell'inchiesta sulla presunta fasulla ricostruzione dell'evento. "Escludo, perchè non c'ero, di avere mai dato una simile segnalazione per il rio Fereggiano. Non mi risulta che l'abbiano data altri della mia squadra perchè l'auto di servizio era bloccata nel traffico e quindi impossibilitata a raggiungere la zona".
I passaggi sono presenti nell'ordinanza di custodia cautelare. Le stesse funzionarie dell'ufficio di Gambelli hanno ammesso che il verbale da loro messo a punto in vari passaggi è stato modificato. In particolare una funzionaria in relazione al passaggio in questione dice: "Sono certa di non averlo scritto"".





Redazione/sm