(foto: Il Giornale della Protezione Civile.it)

Inchiesta tangenti L'Aquila: chiarimenti su appalti Steda in Emilia

Al centro dell'indagine sulle presunte tangenti nella ricostruzione a L'Aquila c'è l'azienda Steda, vincitrice di appalti anche per la ricostruzione in Emilia. Immediato il chiarimento dell'assessore emiliano-romagnolo Muzzarelli. Lunedì a L'Aquila inizieranno invece gli interrogatori

L'inchiesta sulle presunte tangenti nella ricostruzione post-terremoto a L'Aquila, che ha portato all'arresto di 4 degli 8 indagati, ha fatto avere preoccupazioni anche in Emilia Romagna. Alla base dei timori gli appalti vinti dall'azienda Steda, al centro dell'indagine in Abruzzo e vincitrice di alcune gare per la ricostruzione anche in Emilia. L'impresa Steda, di Daniele Lago imprenditore di Bassano del Grappa, indagato, è stata accusata di aggiudicazione di alcuni appalti dietro laute dazioni (denaro o addirittura Moduli abitativi provvisori).

Immediato il chiarimento da parte dell'assessore emiliano-romagnolo alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli che sottolinea che "il grande lavoro per la ricostruzione è stato fin da subito improntato a criteri di massima trasparenza e garanzia per i cittadini e le imprese. Abbiamo scritto regole chiare e tracciato un percorso di verifiche stringenti e imprescindibili per l'utilizzo di risorse pubbliche. Siamo certi di aver operato nel giusto a garanzia della nostra comunità". La Regione poi sottolinea come "l'azienda Steda abbia vinto tra agosto e novembre 2012 alcune gare per la gestione dell'emergenza post terremoto e abbia svolto i lavori che gli sono stati affidati con procedure regolari e nella massima trasparenza. L'impresa, operante in tutta Italia, risultava in regola con le norme prescritte, comprese quelle legate alla White List. L'azienda si è occupata della realizzazione dei Map - moduli abitativi provvisori di Novi, delle scuole materne di San Felice, delle elementari di Mirandola e dei moduli rurali in alcuni Comuni terremotati, cantieri portati regolarmente a termine.
La Steda risultò prima anche nella gara per la costruzione della biblioteca di Mirandola, ma la Regione la escluse trovando anomalo l'eccessivo ribasso praticato nell'offerta. L'azienda si era aggiudicata anche la gara per la costruzione della palestra di Massa Finalese, ma i lavori sono stati portati a termine da un'altra impresa che nel frattempo aveva affittato un ramo d'azienda della Steda, che per propri problemi finanziari aveva avviato una procedura di concordato preventivo.
Avendo la Steda sospeso i pagamenti ai subappaltatori, la Regione - come prevede la legge - già prima dell'apertura della procedura di fallimento aveva bloccato i pagamenti all'impresa stessa a dimostrazione dell'efficacia dei controlli messi in atto".

Cominceranno lunedì prossimo, intanto, davanti al gip Giuseppe Romano Gargarella, gli interrogatori di garanzia nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila "Do ut des" per presunte tangenti negli appalti della ricostruzione post-sisma. Millantato credito, corruzione, falsità materiale e ideologica e appropriazione indebita le accuse mosse agli 8 indagati.
I 4 indagati finiti ai domiciliari sono Pierluigi Tancredi, ex assessore di Forza Italia ed ex consigliere comunale di Dca e PdL, per un breve periodo con delega al recupero e alla salvaguardia dei Beni costituenti il patrimonio artistico della città; Vladimiro Placidi, all'epoca dei fatti tra il 2009 e il 2011, assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali; Daniela Sibilla, dipendente del Consorzio dei Beni culturali e stretta collaboratrice di Tancredi; Pasqualino Macera, già funzionario responsabile Centro Italia della Mercatone Uno Spa.

Secondo gli inquirenti l'ammontare delle tangenti sarebbe pari a 500 mila euro circa; ci sarebbe stata, inoltre, un'appropriazione indebita, attraverso la contraffazione di documenti contabili, di un milione e 268 mila euro, relativa al pagamento di lavori.

Tra gli indagati anche il vicesindaco de L'Aquila Roberto Riga, all'epoca dei fatti assessore all'urbanistica, che si è dimesso nella giornata di ieri. "Per le mie azioni c'è la piena tracciabilità. In questo momento mi tiro da parte come assessore e vice sindaco per dimostrare che il bene generale della città conta molto" ha dichiarato Riga. Per quanto riguarda il dirigente del Comune dell'Aquila, Mario Di Gregorio, anch'egli indagato, il sindaco Massimo Cialente ha annunciato che le deleghe verranno momentaneamente trasferite all'altro dirigente del settore Opere pubbliche, Vittorio Fabrizi.


Redazione/sm

(fonti: Regione Emilia-Romagna, Rai News, Asca)