Inondazioni, l'UE bacchetta l'Italia: "prevenzione insufficiente"

Per la seconda volta l'Unione Europea richiama l'Italia per il mancato recepimento delle direttive europee in materia di prevenzione delle inondazioni dovute a cause non meteorologiche

Un "avviso motivato", cioè il secondo passaggio nella procedura di infrazione Ue, è stato inviato all'Italia ieri, 21 novembre, dalla Commissione Ue. Motivo dell'avviso la non corretta applicazione delle norme sulla prevenzione delle alluvioni. I paesi Ue, infatti, sono tenuti ad effettuare analisi sui rischi legati al possibile straripamento dei fiumi e stabilire piani di emergenza. All'Italia si contesta il mancato recepimento della direttiva europea sulle inondazioni, che chiede di avere infrastrutture e strategie per prevenire e gestire crisi dovute non a causa meteorologiche ma a incidenti. La legislazione italiana attualmente non prevede l'obbligo di analisi di sicurezza per le inondazioni causate da eventi non meteorologici , quali ad esempio uno tsunami, o da problemi infrastrutturali, come il crollo di una diga. Per questo la Commissione UE invita l'Italia per la seconda volta (il primo invito risale al marzo scorso), ad adeguare la legislazione nazionale, e concede altri due mesi di tempo per dare risposte soddisfacenti ed evitare così il deferimento presso la Corte di giustizia europea.

Pronto il commento di
Elisabetta Gardini, membro della Commissione Ambiente e relatrice presso il Parlamento Europeo per il progetto di legge denominato "Meccanismo europeo di protezione civile": "Sul fronte della salvaguardia del territorio dal punto di vista idrogeologico c'è ancora molto lavoro da fare e il richiamo della Commissione Europea all'Italia è l'ennesimo campanello d'allarme" - ha dichiarato -
"Solo pochi giorni fa abbiamo avuto una nuova conferma della fragilità del nostro territorio con le esondazioni in Toscana, Liguria e Lazio e la grande paura di una nuova alluvione in Veneto". Secondo la Gardini, inoltre: "snellire le procedure burocratiche e facilitare il reperimento delle risorse per la realizzazione delle opere di difesa è diventata un'esigenza inderogabile. Senza dimenticare che dall'Europa si possono ottenere cofinanziamenti importanti, a patto di presentare progetti seri."




red/pc