Intervita e Syusy Blady per
mamme e bimbi terremotati

Intervita Onlus, organizzazione non governativa che si occupa delle le fasce più deboli di popolazione nei paesi nel Sud del mondo, risponde all'appello dell'emergenza terremoto in Emilia con tre importanti iniziative, una delle quali vede anche la collaborazione della nota "turista per caso" Syusy Blady

Intervita Onlus è un'organizzazione non governativa di cooperazione allo sviluppo, aconfessionale, apartitica e indipendente, che ha l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle fasce più deboli di popolazione nei paesi nel Sud del mondo, e prima d'ora, non si era mai occupata di emergenze italiane. Nel caso però dei recenti terremoti in Emilia, dopo aver effettuato sopralluoghi nei territori emiliani devastati, ha visto come i bisogni di chi è stato colpito da questa calamità si stiano moltiplicando, specie per quanto riguarda la sicurezza, ed ha deciso di intervenire a supporto di mamme e bambini di quelle zone.

"È la prima volta che Intervita pianifica un intervento di aiuto a popolazioni in sofferenza in Italia - commenta Daniela Bernacchi, Direttore Generale di Intervita Onlus - Da oltre 10 anni, aiutiamo i bambini nel Sud del Mondo a crescere e doniamo loro un futuro. Ci sembra quindi imprescindibile oggi dedicare il nostro impegno anche ai bambini dell'Emilia, che hanno visto improvvisamente crollare il loro intero universo per colpa del terremoto. Crediamo sia indispensabile e urgente aiutare questi bambini, e di conseguenza, le loro mamme a ritornare il prima possibile alla normalità."

"Il progetto di Intervita - spiega una nota dell'Organizzazione - - ha l'obiettivo di combattere l'incertezza e l'ansia che si sono impossessate di questi luoghi con attività che si articolano in tre step successivi destinati ad altrettante zone colpite dal sisma.

Il primo intervento si concretizza a Finale Emilia (MO), uno tra i comuni più colpiti dal terremoto. Il carattere di urgenza dei bisogni di questo territorio ci ha portati a un intervento a brevissimo termine: il 28 giugno consegneremo, infatti, al Sindaco di Finale Emilia materiale destinato a tutti quei bambini che oggi vivono in situazioni davvero precarie, principalmente sedie, tavoli, maglie, cappelli. Questo materiale servirà soprattutto a supportare le attività del centro estivo, all'interno del quale i bambini ricevono supporto psico-sociale per aiutarli ad elaborare e superare il trauma subito. Tra le urgenze che gli operatori hanno evidenziato proprio il recupero della normalità, delle abitudini: giochi, sport, compiti..per sconfiggere la paura.

Il progetto continuerà poi nella città di Ferrara, per combattere uno dei nemici più pericolosi di chi è stato colpito dal terremoto: l'ansia. Apriremo, in collaborazione con l'associazione di psicologi Unisono, uno sportello per le donne in gravidanza - o che hanno appena avuto un bambino - che hanno subito la traumatica esperienza del terremoto. Si tratta di un intervento dedicato alle mamme, nell'ottica di prevenire le possibili conseguenze di una depressione post parto. Il fatto che le scosse continuino e che non sia possibile prevedere cosa succederà nel futuro possono determinare condizioni di ansia, forte stress o sintomi anche più gravi. La particolare condizione della gravidanza, o dell'essere neo-mamma, può diventare un ulteriore elemento di complicazione: non sentirsi sicure di poter fare i controlli, il parto imminente rendono le donne più vulnerabili e riducono spesso la loro mobilità, impedendo di raggiungere zone di minor pericolo.

Le attività di Intervita proseguono a Palata Pepoli, a 12 km da Crevalcore (il comune del bolognese maggiormente colpito dal sisma) con la ricostruzione di una scuola materna, che ospita 120 bambini: a Crevalcore infatti , Syusy Blady, de Turisti per Caso, e Intervita Onlus si sono incontrati...per caso, e hanno deciso di unire forze e competenze reciproche per donare ai bimbi la possibilità di tornare al più presto alla normalità. L'intervento prevede una prima fase di demolizione e inserimento della placca antisismica e una seconda fase di ricostruzione di una struttura prefabbricata che sia modulare, efficiente ed ecocompatibile. Al centro del progetto l'uso della Yurta (tenda mongola), di cui Syusy è un'esperta, come spazio comune per i bambini".

"La Yurta - spiega Syusy Blady - non è solo una casa, è uno spazio di incontro, di spettacolo, di gioco e di meditazione. Ti restituisce una dimensione umana e collettiva. Inoltre, a livello pedagogico la struttura circolare favorisce la maggio creatività nello svolgimento delle attività educative e di aggregazione".




red/pc






fonte: uff. stampa Intervita