Inverno caldo, arriva l'allarme incendi al nord

Dall'Alto Adige alla Lombardia vengono registrate temperature ampiamente al di sopra delle medie stagionali, con picchi davvero insoliti: la siccità delle ultime settimane e il vento che è atteso nelle prossime ore aumentano il rischio di incendi. Molti comuni, in via precauzionale, vietano i botti di fine anno

La situazione meteorologica in Alto Adige, con l'assenza di precipitazioni che perdura ormai da settimane, porta con sè anche l'aumento del rischio di incendi nelle zone boschive. Il direttore della Ripartizione provinciale foreste, Paul Profanter, ricorda che "va rispettato il divieto generalizzato di accendere fuochi ad una distanza inferiore ai 20 metri dal bosco". Profanter, inoltre, chiede alla popolazione di "usare la massima prudenza quando si maneggiano possibili fonti di innesco delle fiamme come mozziconi di sigaretta e fiammiferi. In maniera particolare se si transita con impianti di risalita nelle aree boschive dei comprensori sciistici". Un altro fattore di rischio, nel caso in cui dovesse perdurare la siccità, è inoltre costitutito dall'impiego di fuochi d'artificio per San Silvestro. Le zone maggiormente a rischio rimangono i versanti esposti al sole dove erba e arbusti sono rinsecchiti causa l'assenza di precipitazioni; in caso di incendio la popolazione è chiamata ad avvisare nel più breve tempo possibile i Vigili del fuoco tramite il numero di emergenza 115. Ulteriori informazioni sui comportamenti da tenere in caso di incendio sono a disposizione sul web agli indirizzi www.provincia.bz.it/foreste e www.provincia.bz.it/protezione-civile/cosa-fare/incendi-boschivi.asp.

E, anche in Lombardia, le temperature insolite di questi giorni (la colonnina di mercurio in tarda mattinata in centro a Lecco ha raggiunto i 17,6°, a Cernusco Lombardone ha sfiorato i 18 gradi, a Dervio, Galbiate e in altre località li ha persino superati, mentre a Calco, Osnago e Valmadrera è schizzata sin quasi ai 19°) fanno temere per il possibile innes
co di incendi boschivi. Dalla sala operativa della Protezione civile è stato diramato un bollettino di codice arancio, cioè di moderata criticità. 

Un tema a cui sono molto sensibili i sindaci delle Valli bergamasche, che lo scorso anno dovettero affrontare un incendio che devastò un'area di 20 ettari tra tra Gromo, Valgoglio e Gandellino. E anche quest'anno i Comuni dell'Unione della Presolana potrebbero fermare fuochi d'artificio, petardi, mortaretti, razzi e altri artifici pirotecnici, così come fecero nel 2016. Allora le limitazioni iniziarono il 29 dicembre e furono estese fino al 6 gennaio 2016, con multe dai 25 ai 500 euro per i trasgressori. Quest'anno, probabilmente, i Comuni si muoveranno in piena autonomia e la sensazione è che la maggior parte delle amministrazioni possa riproporre la stessa ordinanza.

In Val Trompia (BS), ma in questi caso per cause quasi sempre di origine dolosa, sono andati in fumo ben 400 ettari di bosco solo tra la fine di novembre e il mese di dicembre, che coincide con l'inizio del periodo ad alto rischio. Durante questa fase vige il divieto assoluto di accendere fuochi nei boschi e a una distanza inferiore a 100 metri da questi. Ma i piromani che nelle ultime settimane hanno infierito sulle distese boschive della parte alta della Valle non si sono fermati neppure il giorno di Natale: in zona Sarle, a Bovegno, hanno appiccato un rogo che è stato domato solo grazie all'intervento di due squadre di volontari.

red/lg