Dott. Andrea Brasola

Ipotermia e annegamento:
a Civil Protect il convegno
sul soccorso in acqua

Croce Rossa e Croce Bianca a convegno, nell'ambito di Civil Protect 2011

Uno speciale momento di incontro e dibattito per mettere a confronto esperienze e problematiche riscontrate in queste attività e fare il punto sulle più aggiornate tecniche di soccorso in ipotermia e annegamento, a cura di Croce Rossa Italiana, Croce Bianca, Centrale provinciale d'emergenza, si terrà Domenica 3 aprile 2011 a Bolzano, nell'ambito di Civil Protect, Fiera internazionale specializzata per protezione civile, antincendio, emergenza. Un convegno, ci spiega il Dott Georg Rammlmair , Presidente della Croce Bianca Alto Adige dedicato agli specialisti, al personale sanitario del soccorso, in cui verrà anche presentato il "modello Innsbruck", un protocollo per il trattamento del paziente ipotermico studiato dall'Università della città austriaca, e uno studio sulla rianimazione del paziente ipotermico mediante il dispositivo "Lucas2", un apparecchio per mezzo del quale, ci spiega, si può effettuare la rianimazione cardiopolmonare in maniera molto più precisa, sia in profondità del massaggio sia di frequenza. Al Dott. Andrea Brasola (foto), Commissario Straordinario Comitato CRI per la Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, Medico Chirurgo e Specialista in Anestesia e Rianimazione, poniamo alcune domande sul soccorso in acqua.

Perché Bolzano per parlare del soccorso in acqua?
Anche se può sembrare strano trattare di salvataggio in acqua in un'area prevalentemente montuosa come l'Alto Adige, dobbiamo pensare a tutti i laghi, i fiumi e le piscine presenti sul territorio. A Bolzano questa specialità è nata nel 1995 e da allora molte persone hanno ottenuto il brevetto d'operatore.


Quindi in Alto Adige c'è una particolare sensibilità al tema del soccorso in acqua.
Vero. Pensi che a Bolzano ha sede la Scuola Nazionale della C.R.I. per il Salvataggio in Acque Vive. Ogni anno, gli istruttori della Scuola formano, su diversi livelli, personale addestrato ad intervenire in un ambiente acquatico più complesso e problematico, qual è quello dei torrenti di montagna. Questi nuclei così addestrati sono regolarmente impiegati principalmente per l'assistenza a gare di canoa, kayak e rafting. La squadra operativa locale può essere impiegata in tutte quelle diverse attività di soccorso e assistenza che hanno a che fare con l'acqua. In particolare, allo stato attuale, la squadra è attiva nell'assistenza a gare sportive acquatiche di ogni tipo e nella sorveglianza in piscina. Complessivamente, nella Provincia di Bolzano, sono operativi nell'attività operativa di soccorso i diversi corpi dei Vigili del Fuoco Volontari e del Soccorso Subacqueo che operano in convenzione con l'amministrazione provinciale.


Quale il ruolo della CRI nel soccorso in acqua e quale impegno comporta questa attività?
L'attività di soccorso in acqua è una delle 4 diverse attività speciali della Croce Rossa Italiana (oltre al soccorso su piste da sci, il soccorso con unità cinofile e soccorsi con mezzi e tecniche speciali). Il Medico relatore al congresso appartiene al Corpo Militare della CRI ed è Istruttore O.P.S.A., una sigla che significa "Operatori Polivalenti di Salvataggio in Acqua", che raccoglie gli appartenenti alle diverse Componenti della Croce Rossa Italiana che hanno ottenuto un brevetto di specializzazione e che dedicano il loro tempo per fornire un servizio d'assistenza presso le coste, le acque interne e le piscine.


Quindi, oltre alla montagna, anche sulle coste si esercita la vostra attività di soccorso.
Nel periodo estivo, il Personale O.P.S.A della CRI. ha la possibilità di svolgere servizio in località costiere di tutta Italia, in collaborazione con le squadre operative locali. Sul territorio nazionale gli Operatori del Salvataggio in acqua svolgono direttamente l'attività di soccorso, anche attraverso convenzioni con gli organi locali e nazionali, in sinergia con la Guardia Costiera e con tutti gli organismi pubblici. E' stato recentemente firmato un " Protocollo d'intesa" (quadro) tra il Comando Generale delle Capitanerie di Porto e la Croce Rossa Italiana per il concorso alle attività di soccorso marittimo. Nell'emergenza 118 in alcune Regioni le squadre di salvataggio in Acqua della CRI sono state interpellate per assicurare l'emergenza sanitaria in mare.


Rivolgendo il pensiero alla stringente attualità: sulle rotte della speranza e della disperazione dal Nord Africa verso l'Italia:c'è stato un coinvolgimento e in che in termini della CRI per il soccorso in acqua?
La Croce rossa italiana, in accordo con le Istituzioni locali, ha ulteriormente deciso di rafforzare la propria presenza sull'isola a seguito dell'elevato numero di migranti che stanno sbarcando. Da quando ha installato un Posto Medico Avanzato nei pressi della Stazione marittima di Lampedusa, la CRI è diventata un punto di riferimento non solo per l'assistenza durante gli sbarchi ma anche nel fornire trattamenti sanitari di base e piccoli interventi di soccorso alle migliaia di migranti che gravitano nell'area.
L'impiego del personale OPSA in questa realtà è attualmente in via di organizzazione, e prevediamo che nell'immediato futuro questi operatori specializzati potranno affiancare gli altri organismi pubblici nel soccorso ai migranti.


 

Patrizia Calzolari