"Italia A Fuoco", un progetto di partecipazione e contro le speculazioni

Interamente organizzato da volontari, "Italia A Fuoco" è un progetto non profit mirato all'informazione e alla partecipazione del cittadino contro la piaga degli incendi boschivi in Italia. E da oggi lancia una campagna per coinvolgere e impegnare la cittadinanza nella lotta alla speculazione sui terreni devastati dai roghi

Un progetto non profit e open data, organizzato interamente da volontari: si chiama Italia A Fuoco, è nato a luglio 2017 con lo scopo di condividere informazioni utili e verificate e open data sugli incendi in Italia.
Un'idea di di Matteo Tempestini, Matteo Fortini e Andrea Borruso (non nuovi a iniziative a di hacking civico in diversi settori) che 
sul sito di Italiaafuoco.it hanno organizzato e messo a disposizione di tutti una mappa delle notizie di incendi da maggio 2017 ad oggi (aggiornata settimanalmente), dove è possibile consultare anche  i dati e le mappe, regione per regione, degli incendi divampati in Italia dal 2009 al 2016. Attualmente sono più di 560 le notizie di incendi in Italia raccolte da maggio nella mappa di Italia A Fuoco,.

E oggi il progetto lancia una nuova e stimolante campagna: c
oinvolgere i cittadini contro la speculazione sui terreni colpiti dagli incendi grazie agli open data
"Dopo ogni incendio, infatti, nasce l'incubo speculazione -  scrive il team del progetto - i terreni perdono il proprio valore e la loro destinazione urbanistica può cambiare a favore dei costruttori, oppure possono trasformarsi in luoghi di scarico illecito di rifiuti. Solo nel 2016, secondo il rapporto Ecomafia 2017 di Legambiente, sono stati 4635 gli incendi denunciati come reati, con 14 arresti e 96 sequestri".

"Per contrastare questo fenomeno una legge c'è già - ricorda Italia A Fuoco - è la legge 353/2000, "finalizzata alla conservazione e alla difesa dagli incendi del patrimonio boschivo nazionale quale bene insostituibile per la qualità della vita". La legge prevede che "le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all'incendio per almeno quindici anni.

Per applicarla però c'è un vincolo: i comuni devono aggiornare il catasto incendi e pubblicarlo nell'albo pretorio. E qui il cittadino può fare la sua parte: sul sito di Italia A Fuoco c'è una sezione specifica per creare facilmente la richiesta di pubblicazione del dataset dei catasti delle terre bruciate del comune di loro interesse. Questa avrà lo scopo di sensibilizzare le Pubbliche Amministrazioni ad informare correttamente su quali siano gli incendi avvenuti attorno a noi e ad applicare esattamente l'art. 10 comma 2 della Legge 353/2000 chiedendo l'elenco con relative perimetrazioni dei soprassuoli già percorsi dal fuoco nell'ultimo quinquennio".
"È un diritto di qualsiasi cittadino e, in questo caso, una fortissima leva contro gli incendi perché ne elimina uno dei principali presupposti alle successive speculazioni. Una semplice richiesta può rappresentare un atto di grande umanità per le comunità, la natura e per l'intero sistema economico sociale", spiega Giuseppe Ragusa, attivista civico del progetto.

Come funziona:
Il Foia, Freedom of Information Act, garantisce ai cittadini l'accesso a documenti, informazioni e dati in possesso delle pubbliche amministrazioni (diritto sancito dall'art. 5 del D. Lgs. 33/2013 ma poco esercitato).
Grazie all'integrazione sul sito di FoiaPop, (la piattaforma online per la compilazione di richieste di accesso civico semplice e generalizzato),
si  può creare, dalla pagina 'foia' del sito di Italia A fuoco, la richiesta del dataset dei catasti delle terre bruciate del comune di  interesse, chiedendo l'elenco con relative perimetrazioni dei soprassuoli già percorsi dal fuoco nell'ultimo quinquennio.

"La legge Legge 353/2000 è poco applicata ma molto incisiva quale deterrente alle possibili speculazioni post-incendio, visti i vincoli resi applicabili solo in caso di definizione ed aggiornamento del catasto incendi",  scrivono gli organizzatori della campagna, che concludono con un appello ai cittadini: "Non ti resta che chiedere! Contiamo su di te!"

red/pc