Italia: cala del 10,3% rispetto
al 2011 l'emissione di CO2

Rispetto ai primi mesi del 2011 si registra in Italia, quest'anno, una diminuzione di emissione nell'atmosfera di CO2 pari al 10,3%, grazie ad automobili meno inquinanti, crisi economica, ecobonus per gli autotrasportatori. A livello globale però nel 2011 la CO2 è aumentata del 3,2%

Nei primi cinque mesi di quest'anno le emissioni di CO2, derivanti dall'utilizzo di benzina e gasolio per autotrazione, sono diminuite in Italia del 10,3% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Ricordiamo che la CO2, cioé l'anidride carbonica, viene prodotta dalla combustione dell'ossigeno ed è presente nell'atmosfera in maniera naturale, ma se ne registra un notevole aumento anche per cause antropiche, quali ad esempio l'inquinamento generato dall'utilizzo di benzina o gasolio, la deforestazione (gli alberi infatti  si nutrono di Co2 e rilasciano ossigeno), insieme a molte altre attività umane. L'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera contribuisce notevolmente a generare il cosiddetto effetto serra che è causa del surriscaldamento globale.

I dati relativi alla diminuzione di emissione di CO2 in Italia vengono resi pubblici da Econometrica e dal Centro Ricerche Continental Autocarro, ma si basano su quelli del Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti i consumi di carburante. Guardando il dettaglio, si tratta di 4.652.328 tonnellate di CO2 in meno, dei quali 3.302.112 sono relative al minor utilizzo di gasolio (-10.1%) e 1.350.216 a quello della benzina (-11,1%).

Prendendo in considerazione il solo mese di maggio, le minori emissioni di questo gas rispetto al maggio 2011 sono state complessivamente pari a 855.614 tonnellate, delle quali 606.638 (-8,7%) imputabili al minor consumo di gasolio e 248.976 (-9,6%) a quello di benzina.

Secondo quanto dichiarato da Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental Commercial Vehicle Tyres, "a contribuire al calo delle emissioni di CO2 è anche l'immissione, all'interno del parco circolante, di auto nuove che vanno a sostituire quelle vecchie e particolarmente inquinanti".

Eppure va sottolineato il fatto che buona parte delle minori emissioni è certamente correlata alla crisi economica che sta colpendo il nostro Paese, così come tanti altri. La crisi infatti sta rallentando sia le attività commerciali, sia i consumi delle famiglie che, stando alla diminuita disponibilità di risorse e agli elevati prezzi dei carburanti, cercano di limitare la mobilità individuale.

Inoltre poi la riduzione di CO2 nell'aria è imputabile in parte anche ai cosiddetti "ecobonus" riguardanti le attività legate ai trasporti. L'ecobonus concesso agli autotrasportatori consente di far viaggiare i mezzi sui traghetti delle "autostrade del mare" invece che su asfalto. Ne consegue un notevole contributo all'abbassamento della CO2 oltre a una diminuzione dei costi, dell'usura dei veicoli e dello stress che gli autisti accumulano nei lunghi tragitti. L'unico neo si nasconde nella domanda relativa a quanto potrebbe aumentare, o quanto sia aumentato, l'inquinamento marino con un maggiore traffico su autostrade "acquatiche".


Questo a livello italiano.
Se guardiamo a livello globale, basandoci però sui dati del 2011, l'Agenzia Internazionale per l'Energia, nell'ultima edizione del World Energy Outlook, denuncia un incremento della CO2 emessa nell'atmosfera mondiale del 3,2% rispetto ai valori del 2010, ossia un livello complessivo di 31,6 miliardi di tonnellate. Si tratta di un valore record, raggiunto soprattutto con il contributo delle economie emergenti, prima fra tutte la Cina seguita dall'India.
Molto diversa invece la situazione delle potenze occidentali, a cominciare da Stati Uniti e Unione Europea. A causa della crisi economica e del rallentamento della produzione industriale, le emissioni sono calate in entrambi i casi. Il rilascio di CO2 dell'UE è diminuito dell'1,9%, mentre negli USA il calo è stato dell'1,7%.


Leggendo in tal maniera il rapporto si va immediatamente a supporre che l'anidride carbonica abbia fatto registrare livelli più alti nel 2011 solo a causa delle emissioni prodotte dal gigante asiatico, eppure così non è.
Infatti, a fronte di una diminuzione di emissione di CO2 nei colossi UE e USA, Cina e India hanno aumentato il loro rilascio di anidride carbonica nell'aria, ma l'Agenzia sottolinea che i livelli pro capite di emissione nei paesi asiatici risultano ancora inferiori rispetto a quelli dei paesi occidentali.
Il record raggiunto perciò nel 2011 è attribuibile sì al grande aumento di rilascio di CO2 di Cina e India (rispettivamente 9,3% e 8,7% rispetto al 2012) ma anche alla poca diminuzione di USA e UE che comunque continuano a inquinare di più rispetto ai colossi asiatici.


Si auspica perciò che nel 2012 si possa assistere ad una diminuzione ulteriore nei paesi occidentali e, sperabilmente, anche nei paesi asiatici.
Per il momento la diminuzione rilevata in Italia è sicuramente un dato positivo.







Sarah Murru

Fonti: ANSA, Green Style, Centro Meteo Italiano