Italia: in 20 anni 2 mln di ettari di foreste in più

Crescono velocemente le aree verdi italiane, fra abbandono dei pascoli e maggiori tutele. La Forestale da qualche giorno ha lanciato un nuovo censimento

L'Italia e le sue foreste: un rapporto complesso, ma che negli ultimi anni ha riservato grandi sorprese. La più grande e più importante è che dopo decenni di "tagli selvaggi", da 20 anni il patrimonio forestale italiano è iniziato a crescere. Prima lentamente, poi via via con più velocità. E oggi le grandi foreste e i boschi italiani guadagnano ancora spazio, un tempo appannaggio di aree coltivate e pascoli.
Secondo i dati del Corpo Forestale dello Stato, diffusi nel 2012, dagli anni '80 la crescita delle aree forestali è stata di 1,7 milioni di ettari. In Italia ci sono ora più di 10 milioni e 500 mila ettari di superficie ad alto fusto, con 12 miliardi di alberi che ricoprono un terzo dell'intero territorio nazionale. Un risultato importante, per il presente e il futuro di tutta la nazione.
A monitorare lo stato delle nostre aree verdi ci pensa la Forestale, che da metà aprile ha lanciato la nuova campagna di censimento, che durerà fino al 2015. I dati andranno a comporre il terzo Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio. INFC2015 è svolto dal Corpo forestale dello Stato in collaborazione con il CRA-MPF di Trento (responsabile scientifico) e di SIN spa (supporto tecnologico). Sono coinvolte nel progetto le Regioni e le Province autonome. Al lavoro ci sono 70 tecnici. La prima fase dell'indagine terminerà alla fine del 2013 e renderà disponibili i dati relativi alle nuove superfici forestali anche al Sistema Nazionale di contabilità del Carbonio, istituito presso il Ministero dell'Ambiente (ISPRA) al fine di dare attuazione agli impegni italiani in seno al Protocollo di Kyoto.
La nuova mole di dati confermerà sicuramente il trend degli ultimi anni, con boschi e foreste in netta crescita. Le ragioni sono diverse, in parte positive - una maggior tutela contro il disboscamento - in parte da vagliare con attenzione - e qui si entra nel mondo complesso dell'abbandono del territorio montano -. In ogni caso la crescita delle aree verdi permette di abbattere il tasso di sostanze nocive in atmosfera, gli alberi in Italia trattengono 4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Il 58% di tutto il carbonio forestale (pari a 700 milioni di tonnellate) è contenuto nel suolo, il 38% nella vegetazione arborea e arbustiva ed il restante 4% nella cosiddetta 'lettiera', nei residui vegetali e nel legno morto. Gli alberi hanno anche una grande valenza di difesa idrogeologica, di conservazione e tutela della biodiversità e di base per la produzione di legname, ma anche per la mitigazione dei cambiamenti climatici.
I nuovi dati raccolti dal Corpo Forestale ci diranno di quanto è cresciuto il bosco in un anno e, c'è da sperare, punteranno ancora più occhi sull'esigenza di tutelare con sempre maggiore efficacia lo straordinario patrimonio naturale italiano.



Fonte: INFC, Corpo Forestale dello Stato
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