Fonte Facebook IUAV

Iuav lancia il master per la ricostruzione urbana

Un corso online con tirocinio e workshop a Venezia affronta le tematiche della ricostruzione post disastro, dell'adattamento al cambiamento climatico e il recupero di spazi in situazione di conflitto

Un corso universitario che nasce dalla necessità di formare architetti, urbanisti e chi si occupa della dimensione spaziale e sociale ad un'applicabilità delle loro competenze ai nostri tempi, caratterizzati da crisi climatica, nuove povertà e conflitti locali. È il master “Resilient Spaces” della Iuav, Università di Architettura di Venezia, che partirà a Marzo 2021. Un corso internazionale con lezioni in inglese e docenti del calibro di Ed Blakely che si occupò della ricostruzione di New Orleans dopo l'Uragano Katrina. Per mandare la propria candidatura c'è tempo fino al 15 gennaio. Poi seguiranno le selezioni. Il master di primo livello è aperto a tutti i curricula che abbiano interesse nei temi trattati, dallo storico all'ingegnere edile, dallo scienziato politico all'architetto che abbiano una certa competenza nei temi trattati e un curriculum corrispondente.

Il percorso sarà dedicato all'utilizzo di nuove tecnologie per la rappresentazione del territorio, alla pianificazione del territorio, all'Urbanistica e all'Economia territoriale. Attraverso corsi molto applicativi legati a casi specifici dedicati a tre ambiti che sono:
1. Recovery - rigenerazione post disastro;
2. adattamento climatico e transizione;
3. il recupero e la trasformazione di spazi in situazione di conflitto
.

Gli studenti all'inizio del percorso dovranno scegliere uno dei tre ambiti (Recovery, adaptation o transformation) e affrontare le materie applicandole al proprio obiettivo formativo.

“Quest'anno avremo tre casi studio in particolare: uno è quello del Comune di Cascia, sul quale lavoriamo per la ricostruzione post terremoto del Centro Italia, uno relativo al Comune di Madrid, su cui lavoriamo per l'adattamento al cambiamento climatico e uno sarà dedicato a San Paolo dedicato ai percorsi di inclusione e riduzione del conflitto sociale in aree marginali” spiega il professore Mattia Bertin che al master insegnerà “pianificazione dei processi” (come si organizzano gli interventi da realizzare in base a un particolare sistema locale e alle risorse che si hanno a disposizione).

All'inizio del percorso lo studente sceglie uno dei tre casi e attraverso le lezioni che sono in parte teoriche in parte applicate si costruisce un portfolio di risposte adatte al caso scelto, di modo da poter replicare la stessa cosa nella professione successiva. Il master si svolgerà online fino alla chiusura che prevede un workshop a Venezia con tutti i docenti e un tirocinio in enti sovranazionali.

“Gli sbocchi professionali prioritari sono o grandi enti amministrativi come città metropolitane a Regioni o enti governativi che si occupano di adattamento o riduzione del rischio e ricostruzione, oppure Ong o grandi studi professionali che lavorano su queste tematiche. Nel master precedente “Emergency” avevamo un tasso di occupazione degli studenti del 50%” conclude Bertin.

Claudia Balbi