L'agricoltura? E' una risorsa per il clima

Contrariamente a quanto si pensa, l'agricoltura - se praticata in modo sostenibile - può contribuire a ridurre le emissioni di CO2. Se n'è parlato oggi a Bologna durante la presentazione del Tavolo Italiano "Agricoltura biologica per il clima".

L'agricoltura, in parte responsabile del cambiamento climatico in atto, se praticata in modo sostenibile può contribuire a ridurre le emissioni di CO2. Del rapporto tra agricoltura biologica e cambiamenti climatici si occupa il Tavolo Italiano "Agricoltura Biologica per il Clima", promosso da ICEA - Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale - in collaborazione con Federbio, Coop Italia e CNR, presentato questa mattina a Bologna. L'iniziativa, che coinvolge associazioni di settore e singole aziende, istituti di ricerca, imprese di distribuzione e istituzioni, accetta la sfida che il biologico si trova di fronte: ridurre le emissioni di gas a effetto serra, che provocano il riscaldamento del pianeta. ICEA, che proprio oggi festeggia il decennale della sua fondazione, si occupa di controllare e certificare le aziende che svolgono la propria attività nel rispetto dell'ambiente, della sostenibilità, della dignità dei lavoratori e dei diritti della collettività. Alla conferenza stampa di lancio dell'iniziativa hanno preso parte Gaetano Paparella, presidente ICEA, Lorenzo Ciccarese, portavoce del Comitato Clima ICEA, il responsabile ICEA del progetto Paolo Foglia, il ricercatore del CNR Mauro Gamboni e il meteorologo Luca Lombroso.

"Oggi sul clima abbiamo una buona notizia, e non è facile di questi tempi"
- ha esordito così Luca Lombroso, spiegando che i cambiamenti climatici in atto rappresentano oggi la più importante emergenza ambientale globale che governi, imprese e cittadini si siano mai trovati ad affrontare; il settore agricolo sarà tra i più colpiti e i piccoli agricoltori, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, rappresentano il gruppo più vulnerabile. Ed è in questo contesto che l'agricoltura biologica può offrire un contributo decisivo per frenare i processi di surriscaldamento del pianeta e i conseguenti cambiamenti climatici. "L'agricoltura è responsabile del cambiamento climatico, ma ne è anche vittima" - ha affermato Lombroso. L'agricoltura,
responsabile del 12% del totale dei gas serra di natura antropica, rilascia infatti anidride carbonica, metano e protossido di azoto, responsabili della più importante emergenza ambientale odierna, cioè i cambiamenti climatici e il conseguente riscaldamento del pianeta.

L'agricoltura si trova quindi a subire i cambiamenti climatici e ad esserne in parte artefice, e il Tavolo si pone come obiettivo di rilanciare il ruolo di un'agricoltura sostenibile, che possa contribuire a combattere i cambiamenti climatici, riducendo le emissioni di CO2 grazie a tecniche di coltivazione a ridotto impatto ambientale; grazie alla potenziale riduzione delle emissioni dei gas climalteranti e di sequestro del carbonio nei suoli, la sostenibilità dell'agricoltura biologica è intrinseca nel suo metodo. "L'agricoltura nei prossimi anni potrà avere un ruolo importante anche nelle strategie di mitigazione" - ha affermato Lorenzo Ciccarese, portavoce del Comitato Clima ICEA - "Dal '90 a oggi in Italia c'è stata una riduzione del 2% delle emissioni, grazie all'aumento delle superfici adibite al biologico".

È quindi importante il contributo che le attività agricole possono offrire per il rispetto del Protocollo di Kyoto, dal quale in Italia sono state finora escluse, probabilmente a causa della difficoltà di ottenere dati concreti sulla situazione del suolo e sugli effetti che l'agricoltura biologica può avere. "E' un tema ancora aperto" - ha spiegato Paolo Foglia - "bisogna riuscire a monitorare in modo corretto e credibile l'effetto nei suoli". In particolare il biologico può contribuire notevolmente alla riduzione delle emissioni di gas serra non solo in virtù del mancato uso di fitofarmaci e di fertilizzanti di sintesi ma soprattutto per l'aumento della capacità di assorbimento del carbonio nei suoli: la CO2 atmosferica viene sottratta mediante la fotosintesi e fissata, attraverso parziale o totale interramento della biomassa, nel suolo sotto forma di sostanza organica.

Il Tavolo riunisce soggetti tecnici e scientifici per condividere le conoscenze e definire un quadro di proposte che dal livello nazionale potrebbero raccordarsi a quello internazionale. Paolo Foglia ha spiegato che il Tavolo è nato anche perché "oggi trattare il tema del cambiamento climatico per chi lavora in agricoltura è inevitabile. Il fatto che cambi il clima mette l'agricoltura di fronte al doversi adattare". Agricoltura e cambiamenti climatici sono intrecciati sotto diversi punti di vista: l'agricoltura subisce i cambiamenti climatici, ma allo stesso tempo può fornire delle soluzioni. Foglia ha sottolineato l'importanza di non rimandare ulteriormente, e di affrontare la situazione; un impegno urgente anche verso le generazioni future, perché "le nostre scelte di oggi avranno effetti nei prossimi 10-20 anni".

Qualche cambiamento potrebbe arrivare dalla Conferenza di Cancun, anche se gli esperti non sono ottimisti. "La questione climatica è scesa molto nell'agenda dei media e della politica" - ha affermato Lorenzo Ciccarese."A Copenaghen non c'è stato un accordo vero, non sono stati stabiliti impegni concreti e le negoziazioni sono ancora indietro. Difficilmente da Cancun verrà fuori un accordo vero". Lombroso ha concluso l'incontro citando Al Gore: "Abbiamo tutto ciò che ci occorre tranne la volontà politica. Ma la volontà politica è una risorsa rinnovabile".


Elisabetta Bosi