L'aquila dopo il sisma (per gentile concessione dell'archivio fotografico del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco)

L'Aquila 2011:
l'appello dei geologi

Il presidente del Consiglio dei Geologi, Gian Vito Graziano, in occasione del secondo anniversario del sisma abruzzese, chiede nuovamente che si investa di più sulla prevenzione "in uno Stato che è segnato da troppe vittime e distruzioni"

In occasione del secondo anniversario del tragico terremoto de L'Aquila, il Consiglio Nazionale dei Geologi torna a far sentire la sua voce tramite le parole del Presidente: "In Abruzzo non c'è ancora un Servizio Geologico e Sismico regionale, così come la cultura geologica più in generale continua a rimanere assente in tante altre realtà regionali e locali. L'investimento sulla conoscenza è del tutto inadeguato rispetto alle criticità naturali del nostro territorio ed il costo dell'emergenza supera di diversi ordini di grandezza quello della prevenzione. Tuttavia il Paese non è ancora in grado di cogliere l'opportunità di una inversione di tendenza".

I geologi, prosegue Graziano, sottolineano da anni la necessità "di avviare gli studi di microzonazione sismica che già sarebbero dovuti essere nel corredo delle conoscenze minime di tutti i Comuni italiani, in uno Stato che è segnato da troppe vittime e distruzioni".
La comunità dei geologi rivendica con forza la necessità che questi studi "diventino obbligatori e propedeutici a qualunque azione di pianificazione del territorio, non solo a L'Aquila, ma nell'intero resto d'Italia". Sarebbe il primo passo verso l'affermazione della cultura della conoscenza del territorio - ha continuato il Presidente - "che potrà aprire la strada ad un futuro più consapevole e civile. Il modo migliore per onorare il sacrificio delle tante vittime".

L'anniversario del sisma abruzzese è lo spunto per una riflessione sulla imprescindibilità di maggiori
investimenti per la conoscenza del territorio e per la prevenzione dei rischi idrogeologici e sismici. La conclusione di Graziano è che:" Il terremoto dell'Abruzzo non è stato il primo e purtroppo non sarà l'ultimo che interesserà i nostri centri abitati, in un Paese dove la vulnerabilità sismica ed idrogeologica è ormai nota a tutti".



Redazione