L'Aquila, crolli per il terremoto
Parte il primo processo

La giornata di oggi sarà dedicata alle eccezioni preliminari e altre incombenze probatorie che si presenteranno. Tra i testimoni, oltre un centinaio, politici, giornalisti, sismologi, ed esponenti della Protezione civile

A quasi 22 mesi da 6 aprile 2008, è cominciato oggi a L'Aquila, il primo processo per i crolli del terremoto. Il giudice unico del tribunale, Giuseppe Grieco, vaglierà la tragedia del Convitto Nazionale sotto le cui macerie morirono tre minorenni: Luigi Cellini, 15 anni, di Trasacco e due stranieri Ondreiy Nouzovsky, (17) e Marta Zelena (16). Imputati, per omicidio colposo e lesioni, il preside del Convitto Livio Bearzi e il dirigente provinciale Vincenzo Mazzotta. L'accusa è che il preside non avrebbe mai sottoposto la vecchia struttura ai restauri e che non sarebbe mai stato redatto un piano per la sicurezza. Simili le contestazioni per Mazzotta. Tra le accuse al preside la mancata evacuazione dell'edificio.

La giornata di oggi sarà dedicata alle eccezioni preliminari e altre incombenze probatorie che si presenteranno. Si prevede che processo sia molto lungo, dato anche il numero dei testimoni, che saranno un centinaio. Saranno infatti chiamati a deporre nelle prossime settimane, secondo le liste testi di accusa e difesa, politici, giornalisti, sismologi, ed esponenti della Protezione civile. La difesa ha chiamato in causa i ministri Maria Stella Gelmini (Istruzione) e Altero Matteoli (Infrastrutture), ma è stata chiesta anche la testimonianza del sindaco Massimo Cialente, dell'assessore comunale, Stefania Pezzopane, del giornalista Marco Travaglio nonché dei componenti della commissione Grandi Rischi, quali Mauro Dolce, Gian Michele Calvi ed Enzo Boschi. E sembra che verrà chiesta la testimonianza del sismologo aquilano Giampaolo Giuliani.


 

Julia Gelodi