L'Aquila (foto:ilgiornaledellaprotezionecivile.it)

L'Aquila, i parenti delle vittime:
"Si dimettano tutti"

L'associazione '309 Martiri dell'Aquila' ha chiesto le dimissioni di amministratori locali, dirigenti e tecnici della Commissione Grandi Rischi: "La strage del 6 aprile 2009 si poteva evitare"

A L'Aquila tecnici e amministratori hanno sottovalutato il pericolo. Con questa motivazione Vincenzo Vittorini, a nome dell'associazione '309 Martiri dell'Aquila', ha chiesto le dimissioni del Sindaco Massimo Cialente, dei Presidente della Provincia e della Regione, Stefania Pezzopane e Gianni Chiodi, dei dirigenti della Protezione Civile comunale e regionale, tra cui Altero Leone, Roberto Riga e Daniela Stati, e dei membri della Commissione Grandi Rischi, la cui "imprudenza, imperizia e superficialità hanno determinato la strage del 6 aprile 2009".

"Mettetevi in mente che non sarà oggi, non sarà domani, ma un terremoto forte colpirà L'Aquila". L'affermazione sarebbe stata fatta da Enzo Boschi, presidente dell'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - proprio in occasione della riunione della Commissione Grandi Rischi, il 31 marzo 2009. Un'affermazione che non risulta nel verbale della seduta e che il Sindaco non ha riferito alla cittadinanza, ma che "avrebbe potuto salvare delle vite umane" - ha dichiarato Vittorini. Oltre che contro la Commissione Grandi Rischi, accusata di non aver valutato correttamente lo sciame sismico e di aver fornito delle rassicurazioni fuorvianti alla popolazione, l'associazione punta quindi il dito anche contro Massimo Cialente proprio per questa mancata comunicazione alla popolazione. Immediata la risposta del Sindaco, che si è detto amareggiato per la richiesta di dimissioni: "Che L'Aquila fosse a rischio sismico si sapeva e non stava a me chiudere definitivamente una città, ma chiedere lo stato di emergenza e chiudere le scuole. Tutto quello che avrei potuto fare credo di averlo fatto".

"Rispetto il dolore immenso di queste persone e da loro mi sento di accettare qualsiasi cosa, anche se la ritengo profondamente ingiusta" - ha dichiarato, aggiungendo - "Che il capro espiatorio di tutta la faccenda sia il sindaco, che aveva solo 13 Vigili del fuoco quella notte nonostante avesse chiesto al Governo e alla Regione lo stato di emergenza, è una cosa che mi fa sentire addirittura beffato".

"Sono amareggiata, ma serena" - ha commentato Daniela Stati, che spiega: "Io facevo l'assessore, che è un incarico politico e non tecnico. Quindi mi sono rivolta alla Grandi Rischi che doveva saperne più di me". Si è scagliata contro la Commissione Grandi Rischi Stefania Pezzopane, secondo cui "le responsabilità sono individuali e differenti, come lo sono i ruoli e le competenze di ciascun soggetto".

"Quando c'è il terremoto la gente prende la valigia e se ne va da casa, si allontana"
- ha dichiarato Alfredo Rossini, procuratore capo dell'Aquila, al termine dell'udienza di venerdì scorso. E riferendosi ai ragazzi della Casa dello Studente ha aggiunto che "Abbiamo la prova che se ne sarebbero andati e non sarebbero morti. Per questo procediamo. Non perché diciamo che i terremoti sono prevedibili o non prevedibili".



Elisabetta Bosi