L'Aquila dopo il terremoto - Foto archivio Giornale della Protezione Civile.it

L'Aquila, ieri la visita dei giornalisti nelle zone terremotate

Assenti Tg1 e reti Mediaset. I giornalisti hanno potuto vedere in che condizioni si trova realmente la città e lo stato della ricostruzione

"Una giornata positiva in cui finalmente il problema è stato focalizzato in maniera diversa": così è stata definita la giornata di ieri, che ha visto il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente fare da guida per tre ore ad un centinaio di giornalisti in rappresentanza delle maggiori testate nazionali e locali che ieri sono arrivati nelle zone terremotate dopo l'invito del sindaco della settimana scorsa affinché potessero vedere obiettivamente la realtà aquilana e lo stato in cui si trova la città. L'invito del sindaco è arrivato in seguito alla manifestazione dello scorso 16 giugno, dove hanno sfilato circa quindicimila persone, di cui cinquemila hanno occupato l'autostrada: non se n'è parlato né al Tg1 né al Tg2.

"Vi ho chiamati perché voi siete gli occhi del Paese. Avete raccontato la grande solidarietà dell'Italia, del Governo e della Protezione Civile. E diciamo grazie ancora una volta. Ma oggi tutto è fermo e noi aquilani che chiediamo di avere un futuro siamo additati come ingrati, incontentabili e addirittura pericolosi" ha dichiarato Cialente, ricordando anche che "l'ultima visita del premier Berlusconi è datata 29 gennaio 2010, quando si è cominciato a capire che i soldi per la ricostruzione non c'erano". All'appello del sindaco hanno risposto in tanti, ma non il Tg1 e Mediaset: questa mancanza accentua inevitabilmente le distanze tra la posizione della città, che chiede certezze e risorse per la ricostruzione, e le reti del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accusate di "non fare informazione" e di non dare spazio alle richieste e alle proteste dei cittadini.

Cialente ha guidato i giornalisti tra le strade e le piazze della città
, deturpate da crolli e macerie. "Oggi forse per la prima volta non si è parlato di ciò che è stato fatto per il territorio terremotato. Ma se s'intende o no ricostruire la nostra città, il suo centro storico tra i più estesi e ricchi di arte e di storia. E se sì, dove prendere i soldi necessari, non meno di 9-10 miliardi di euro solo per il capoluogo" ha dichiarato Cialente. Il giro della città è partito dalla sede del Comune dell'Aquila, da cui sono partiti tre pullman carichi di giornalisti e fotografi che hanno attraverso via XX Settembre: si tratta di una delle zone simbolo del terremoto, dove la Casa dello studente è individuabile solo perché sono presenti i fiori e le foto dei ragazzi morti sotto le macerie. Attraverso il Corso e piazza Duomo i pullman sono poi giunti in piazza San Bernardino, dove i giornalisti sono stati muniti di caschetti per potere accedere alla zona rossa. Qui hanno potuto vedere in che condizioni sono realmente i palazzi cittadini: la sede del Comune e della Prefettura, l'Università, la Provincia, le abitazioni, i luoghi della movida, le chiese ancora in fase di puntellamento. E intanto il sindaco, il vice sindaco Giampaolo Arduini e l'assessore Vladimiro Placidi hanno delineato lo stato dei lavori, parlando delle ricostruzioni bloccate per mancanza di risorse, delle attività produttive ancora ferme e della mancanza di prospettive di lavoro.

Cialente ha spiegato come il vero problema sia la mancanza di soldi
, e per questo ha insistito sulla necessità di una tassa di scopo o contributo di solidarietà che garantisca un flusso continuo e certo di denaro per la ricostruzione. Il sindaco si è anche detto certo che gli italiani sarebbero disposti a "rispondere con orgoglio, perché nessuno può accettare l'idea che un angolo dell'Italia, così ricco di storia e cultura, sia lasciato morire" ma ha anche aggiunto che molto dipende da come i media trasmetteranno il dramma aquilano.

Il tour dei giornalisti si è concluso davanti al complesso CASE di Sant'Antonio, fatto di alloggi piccoli e sicuri: ma si tratta dell'Aquila "costruita", non ricostruita: come ha detto Cialente "qualcuno a Roma forse pensa che le new town, le città provvisorie che abbiamo costruito, diventeranno la nuova Aquila. Almeno abbiano il coraggio di dircelo".

I direttori e rappresentanti delle testate sono stati avvicinati dai cittadini che li hanno sollecitati a dedicare più servizi alle tasse, alla ricostruzione e al sostegno alle attività economiche paralizzate dal terremoto: i giornalisti hanno assicurato che "i riflettori sull'Aquila non si spegneranno". Ovviamente non sono mancate le contestazioni, in particolare quelle di un gruppo di cittadini indirizzate a Tg1, Tg2 e reti Mediaset accusate di non aver parlato del corteo di protesta della settimana scorsa. A questo proposito, l'Assemblea aquilana del Presidio permanente di Piazza Duomo ha promosso una nuova mobilitazione per protestare contro la decisione di alcuni tg Rai e Mediaset di non dare spazio alla notizia della protesta del 16 giugno. La manifestazione di dissenso si terrà in contemporanea al Consiglio comunale dell'Aquila, che si terrà in seduta aperta domani 24 giugno davanti al Senato "per sensibilizzare le istituzioni ai problemi della ricostruzione"; l'Assemblea cittadina si sposterà poi sotto la sede Rai di viale Mazzini.



(red - eb)