L'Aquila,'il senso del vuoto':
aspiranti geometri in visita

Dopo la visita a L'Aquila di una classe quinta dell'Istituto per geometri Pacinotti di Bologna, un video racconta l'esperienza formativa vissuta dai ragazzi. Abbiamo raccolto le impressioni di Marco Iachetta (delegato nazionale Protezione Civile UNCEM), del geom. De Laurentis (Associazione Geometri Volontari), del prof. Specchio (docente al Pacinotti) e di una ragazza che ha partecipato al progetto

Si è concluso venerdì 27 maggio con la presentazione del report del viaggio di studio a L'Aquila il percorso portato avanti a Bologna dall'Istituto per geometri Pier Crescenzi-Pacinotti e dall'Associazione Geometri Volontari dell'Emilia Romagna con il contributo del Collegio Geometri della Provincia di Bologna e dell'Agenzia Regionale della Protezione Civile. È stata l'occasione per discutere, con il supporto di una mostra fotografica e con la proiezione di un video, dell'evento formativo che ha coinvolto una classe quinta della scuola bolognese, in gita a L'Aquila lo scorso ottobre per vedere da vicino le conseguenze del terremoto.

È stata sicuramente un'esperienza insolita e coinvolgente: i 20 studenti hanno visitato la zona rossa e alcuni dei luoghi diventati simbolo del terremoto aquilano, accompagnati in questo viaggio da Marco Iachetta, Responsabile nazionale Protezione Civile UNCEM ed ex allievo proprio del Pacinotti, dal presidente dell'Associazione Geometri Volontari di Protezione Civile dell'Emilia Romagna Giuseppe De Laurentis e dai professori Alessandro Specchio e Roberto Roppa. Come emerge anche dalle testimonianze raccolte dal giornaledellaprotezionecivile.it, quello che è rimasto più impresso sia ai ragazzi che agli accompagnatori è proprio il forte impatto emotivo dell'esperienza.

"È stata un'esperienza molto utile, soprattutto dal punto di vista umano" - ci ha raccontato Alice, studentessa del Pacinotti - "Abbiamo visitato dei luoghi molto toccanti, non mi aspettavo di avere una reazione così forte". Parlando del "senso di vuoto" e del "silenzio angosciante" che caratterizzano L'Aquila, Alice ci ha raccontato alcuni momenti della visita ai luoghi terremotati, come ad esempio a Villa Sant'Angelo dove, tralasciando l'aspetto puramente tecnico, l'assessore che ha accompagnato i ragazzi ha parlato loro di chi era morto e di chi si era salvato nei vari edifici. "Siamo passati davanti a un edificio che da fuori sembrava intatto" - ha spiegato Alice - "ma che all'interno era completamente crollato. Dopo avercelo fatto vedere, l'assessore ha richiuso il portone, per rispetto, come se la famiglia morta nel terremoto fosse ancora lì".

"E' stata un'esperienza professionalmente e umanamente molto forte" - ha confermato il professor Alessandro Specchio, docente al Pacinotti - "Con una componente emotiva molto forte che abbiamo cercato di stemperare e assorbire grazie all'intervento della psicologa". Prima e dopo il viaggio a L'Aquila infatti i ragazzi hanno affrontato gli aspetti psicologici dell'esperienza con la dott.ssa Sabrina Ruggeri, che ha spiegato loro le problematiche dell'emergenza e ha tenuto il "debrifieng emozionale" sull'esperienza vissuta dai ragazzi, "aiutandoli ad esprimere le loro impressioni, le loro sensazioni" - ci ha spiegato Marco Iachetta. Da quest'esperienza è nato un video, proiettato venerdì 27 maggio ai ragazzi, alle loro famiglie, ai professori e ai rappresentanti delle istituzioni coinvolte, tra cui Uncem, Protezione Civile regionale, Geometri Volontari e Collegio dei Geometri; presente anche il neo assessore alla Protezione Civile del Comune di Bologna Luca Rizzo Nervo. "Decisamente una bella iniziativa": così l'ha definita Giuseppe De Laurentis, presidente dell'Associazione Geometri Volontari, raccontando che la visita a L'Aquila e il debriefing che ne è seguito hanno fatto emergere "le emozioni dei ragazzi, il forte impatto emotivo dell'esperienza". I ragazzi "sono stati splendidi sia quando sono andati a L'Aquila sia durante la proiezione del video" - ha aggiunto De Laurentis - "Nonostante fossero passati otto mesi dalla visita erano ancora tutti emozionati a parlarne".

In questa esperienza, aspetto emotivo e formazione vanno di pari passo. "La prevenzione parte dalle scuole" - ha sottolineato Iachetta - "L'educazione tecnica dei geometri nelle scuole è fondamentale, così come è fondamentale che non rimanga nel recinto puramente scolastico ma che si confronti con la realtà".

"Prima della visita a L'Aquila non avevamo davvero presente quale potesse essere la forza di un terremoto sugli edifici" - ha raccontato Alice - "Lì ne abbiamo avuto la prova: abbiamo visto la qualità scadente delle costruzioni. E anche le varie modalità di ricostruzione e di mantenimento degli edifici, come ad esempio i ponteggi e le strutture di puntellamento".

"Vedere sul campo come stanno le cose è un aspetto molto importante" - ha confermato il prof. Specchio - "Che però non si concretizza nell'immediato, ma che, aumentando la consapevolezza dei ragazzi, avrà un valore formativo negli anni a venire: tutte le volte che questi futuri geometri prenderanno in mano una matita per progettare qualcosa, si presume che penseranno sul serio a cosa stanno facendo".



Elisabetta Bosi