L'Aquila, indagine appalti post-sisma: arrestato maresciallo dell'Esercito

I reati contestati sono corruzione, peculato, estorsione, falso e truffa ai danni dello Stato

Un maresciallo dell'esercito, Rocco Ragone, 51 anni, è agli arresti domiciliari, in merito ad un'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza. Lo riporta il quotidiano online Primadanoi.it, specificando che la vicenda si riferisce ad appalti per la ricostruzione e che il gip del tribunale de L'Aquila ha disposto, nei confronti dell'indagati, il sequestro preventivo dei beni, risultati di valore sproporzionato rispetto alle fonti di reddito dichiarato.

Il sottoufficiale era stato chiamato a far parte della task-force denominata "Gran Sasso", creata per la verifica dell'esecuzione dei lavori di costruzione dei Map per il rispetto delle Ordinanze emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle tecniche di progettazione emanate dal Dipartimento della Protezione Civile.

Secondo l'accusa Ragone, incaricato di pubblico servizio, aveva "ampia capacita' di gestione degli appalti per la costruzione dei Map", seppur sotto il controllo di superiori gerarchici. Le presunte irregolarita' sono state riscontrate sui Moduli Abitativi Provvisori di Cansatessa, San Vittorino e Tempera 2 (n. 2 e n. 4). L'indagato avrebbe sfruttato la propria posizione nell'ambito della struttura appaltante per opere di somma urgenza realizzate a seguito del sisma.

Nell'inchiesta sono coinvolte altre 9 persone, di cui 6 imprenditori. A uno di loro, accusato di corruzione corruzione e di frode nelle pubbliche forniture, e' stato prescritto l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, mentre per altri 5 indagati, accusati di frode nelle pubbliche forniture, il gip ha disposto la sospensione dell'esercizio dell'attività imprenditoriale.

Red - ev