L'Aquila, rimozione macerie
Il comune si sente estromesso

Il comune de L'Aquila, come si apprende da un comunicato diramato oggi pomeriggio, non parteciperà più ai tavoli istituzionali relativi al problema dello smaltimento delle macerie. L'Assessore all'ambiente Moroni punta il dito sull'ordinanza n.3923 che "ha esautorato le Municipalità da ogni potere decisionale in merito"

La rimozione delle macerie presenti nella città de L'Aquila, derivanti dal terremoto del 6 Aprile 2009, è sempre stata motivo di polemiche. Proprio in questi giorni, lo scorso anno, si era mobilitato il 'popolo delle cariole', composto da circa duemila aquilani riuniti per sgombrare le macerie del centro storico. Oggi il comune comunica che  parteciperà più ai tavoli istituzionali in cui si parlerà del problema della rimozione, come ha reso noto l'assessore all'Ambiente, Alfredo Moroni: "in conseguenza del commissariamento di fatto delle Municipalità, su questa materia, imposta con l'ultima ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri, che ha esautorato le Municipalità da ogni potere decisionale in merito".

Il punto dolente è l'ordinanza n. 3923, che stabilisce che "tutte le amministrazioni comunali del cratere dovranno, in sostanza, sottostare alle decisioni del soggetto attuatore", creando di fatto, ha proseguito Moroni: "tutti i presupposti per ritardare ulteriormente le operazioni, già di per sé lunghe e difficili, finalizzate alla rimozione delle macerie, frutto dei crolli seguenti al terremoto del 6 aprile di due anni fa. Ne consegue che anche la ricostruzione subirà ancora dei ritardi molto gravi, di cui chi ha voluto questo percorso, ignorando gli allarmi lanciati dal sindaco Massimo Cialente, dovrà assumersi tutte le responsabilità". Dunque, è inutile - ha detto ancora Moroni - partecipare agli incontri che la struttura per la gestione dell'emergenza o altre istituzioni organizzeranno su tale tema. L'azzeramento dei ruoli dei Comuni sull'argomento macerie è messo nero su bianco. La creazione di un organismo con i sindaci, con semplici poteri di indirizzo, peraltro limitati, è stato un espediente inserito nell'ordinanza al solo scopo di indorare la pillola alle Municipalità. Ma non possiamo farci prendere in giro".

Moroni ha voluto precisare che la posizione dell'amministrazione aquilana non è rivolta alla persona designata come soggetto attuatore, che "sicuramente è persona capace e competente", ma contro il metodo posto in essere. E ha concluso: "Noi ci batteremo affinché tale provvedimento venga cambiato, restituendo ai Comuni la valenza che a loro spetta. Le Municipalità non possono essere escluse dalla governance della risoluzione di questo problema fondamentale, ma fino ad allora né noi né l'Asm, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti nel territorio, prenderemo più parte attivamente alle riunioni in cui verranno prese le decisioni, limitandoci ad attuarle quando ci verranno comunicate. Chiaramente vale la pena di ribadire che la situazione che si è venuta a creare costituirà un ulteriore freno alla ricostruzione, in particolare dei centri storici, di cui i sostenitori di questa ordinanza governativa dovranno farsi carico".


Julia Gelodi