L'Aquila (foto: ilgiornaledellaprotezionecivile.it)

L'Aquila, udienza civile al via
Chiesti 22,5 milioni

Si è aperta ieri mattina la prima udienza istruttoria civile, con la richiesta delle famiglie delle vittime del terremoto di un risarcimento da 22 milioni e mezzo di euro. Per la difesa "terremoti imprevedibili, gli esperti non hanno responsabilità"

Danni per 22 milioni e mezzo di euro. È il risarcimento chiesto dalle famiglie delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009 alla presidenza del Consiglio dei Ministri durante la prima udienza istruttoria civile di ieri mattina. La causa civile è basata sulle dichiarazioni "colpevolmente rassicuranti" e fuorvianti rilasciate dalla Commissione Grandi Rischi qualche giorno prima del sisma: per le famiglie delle vittime infatti, qualche cautela in più avrebbe permesso di salvare molte delle 309 vittime.

La Commissione Grandi Rischi è la più importante struttura scientifica di riferimento della Protezione Civile, e quindi della Presidenza del Consiglio dei Ministri che, chiamata a rispondere davanti ai magistrati, ha respinto le accuse puntando sull'imprevidibilità degli eventi sismici e assumendo quindi la non responsabilità degli esperti.

Da qui al 29 settembre, data della seconda udienza, gli avvocati dell'accusa avranno il tempo per produrre la documentazione necessaria e le prove per rafforzare la tesi secondo cui decine di persone avrebbero potuto salvarsi, se non avessero seguito le rassicurazioni fornite dagli esperti nonostante lo sciame sismico in atto.


Elisabetta Bosi