L'Italia devastata dalle fiamme:
l'allarme dei geologi

Non si placa la piaga degli incendi, anzi: solo ieri sono stati ben 39 gli interventi aerei su altrettanti incendi che hanno richiesto l'impiego della flotta di Canadair ed elicotteri della Protezione civile nazionale. E un allarme arriva anche dai geologi

Come ogni giorno, da veramente troppo tempo a questa parte, il Dipartimento della Protezione civile nazionale, comunica il triste bollettino degli interventi di Canadair ed elicotteri della flotta aerea dello Stato chiamati a sostegno delle forze regionali antincendio che, per via della virulenza o dell'estenzione dei roghi sviluppatisi sui loro territori, non riescono da sole a far fronte alle fiamme.

Ieri, mercoledì 22 agosto, fin dalle prime luci dell'alba, sono stati ben 39 gli incendi boschivi che hanno visto l'intervento dei mezzi aerei in supporto alle operazioni svolte dalle squadre a terra su tutto il centro-sud del Paese.

"È sempre dalla Campania - fa sapere il DPC - che arriva il maggior numero di richieste, 13, al Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento della Protezione Civile. A seguire, 7 richieste dal Lazio, 4 dalla Sicilia, 3 ciascuna da Abruzzo, Calabria e Umbria, 2 dalle Marche. Basilicata, Molise, Puglia e Toscana hanno inviato una richiesta a testa.

L'intenso lavoro svolto dai piloti dei mezzi aerei fin dalle prime luci dell'alba di ieri ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere 20 roghi (dato aggiornato alle 18.30 di ieri sera). A causa dell'alto numero di roghi, nonostante il dispiegamento di tutte le risorse disponibili e il forte impegno a cui sono stati chiamati oggi gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri, non è stato possibile garantire, l'invio dei mezzi aerei su alcuni incendi".

E sull'emergenza incendi interviene anche il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano: "Negli anni scorsi - afferma - abbiamo assistito a disastri di natura idrogeologica che erano figli degli incendi degli anni precedenti".
"Gli incendi - prosegue Graziano - sono una grande piaga per il nostro Paese, non soltanto perché sottraggono suolo produttivo all'agricoltura, modificano il nostro straordinario paesaggio e distruggono importanti ecosistemi, ma anche perché espongono pericolosamente i territori devastati ad ulteriori rischi di frane ed alluvioni. Quando brucia la vegetazione, viene meno la sua proficua azione di drenaggio delle acque, viene meno l'azione di traspirazione delle piante, viene meno la capacità delle stesse piante di trattenere il terreno sottostante".




red/pc


fonte: DPC / CNG