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"La carica dei 5000 cantieri" di Ance piace a #Italiasicura

"Sosteniamo il piano dei 5.000 cantieri nei piccoli Comuni perché sono anche queste le 'grandi opere' che servono all'Italia". Così Erasmo D'Angelis, coordinatore di #Italiasicura ha commentato l'iniziativa lanciata da Ance per la manutenzione di scuole e strade, contro il dissesto idrogeologico e per la riqualificazione di città e periferie

"Noi italiani in queste ore siamo i primi a condividere il dolore e l'orrore per le morti assurde provocate dal terremoto in Nepal. E' un'esperienza che ci tocca profondamente il cuore, anche perché condividiamo lo stesso rischio e, in alcuni nostri territori del sud in particolare, anche la stessa fragilità. Un sisma provoca più vittime dove c'è povertà e dove non c'è edilizia sicura e purtroppo noi siamo oggi a metà strada tra Nepal o Afghanistan e Giappone e California, dove scosse di quella intensità non provocano più quelle devastazioni. La nostra risposta non è più nello storico fatalismo nazionale e nella rassegnazione, ma nel creare le condizioni di sicurezza. Abbiamo alle spalle un secolo terribile, con 164.000 morti nei 43 eventi sismici importanti che hanno colpito la penisola (circa 100.000 morti solo nel 1908 tra Messina e Reggio Calabria). Tutti noi abbiamo l'obbligo, morale prima che politico, di impedire che si possa morire dentro case mal progettate e peggio costruite".
Lo ha detto Erasmo D'Angelis, capo della struttura di missione #italiasicura di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico, intervenendo a Roma al "Building day" di Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili. Ance infatti ha lanciato "La carica dei 5000 cantieri per far ripartire l'Italia", frutto di ricognizione che l'associazione ha svolto su tutto il territorio nazionale: "Un piano - spiega Ance - di opere utili in grado di produrre in tempi brevi 165mila posti di lavoro, favorire un giro d’affari per 32 miliardi e destinate a migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini, visto che riguardano per la gran parte la manutenzione di scuole e strade, il dissesto idrogeologico e la riqualificazione di città e periferie".
"Ha ragione il presidente di Ance Paolo Buzzetti - ha aggiunto D'Angelis - quando dice che non possiamo più perdere altro tempo e non lo faremo. Il piano dei 5.000 cantieri nei piccoli Comuni lo sosteniamo perché sono anche queste le "grandi opere" che servono all'Italia. Finalmente la prevenzione dai rischi di alluvioni, frane o terremoti è nelle politiche di priorità del Governo con impegni concreti, azioni e per la prima volta con ingenti risorse investite per obiettivi da sempre annunciati e promessi ma da sempre puntualmente rinviati. E' così per i 9 miliardi programmati per i 7.120 cantieri anti-dissesto per difendere il nostro territorio, per i 20 miliardi in 6 anni per modernizzare le infrastrutture idriche e per disinquinare i fiumi, e deve essere così anche per l'edilizia sicura utilizzando gli ecobonus fiscali confermati dal Ministro Delrio per le ristrutturazioni con tecniche antisismiche. La ripresa dell'edilizia passa dal rafforzamento e dal consolidamento dei 7,5 milioni di edifici pubblici e privati sul totale di 11.2 milioni costruiti nelle nostre aree ad elevato rischio sismico. Almeno una buona metà sono a rischio crollo e questa è una operazione di verità che va raccontata. Ci siamo stancati di applaudire altri Paesi. Non siamo meno furbi, ambiziosi, orgogliosi, determinati e geniali di giapponesi o californiani e lo abbiamo dimostrato dal Friuli all'Umbria e non possiamo più inseguire le emergenze come un tristissimo ufficio notarile. Le piccole e medie imprese edili italiane possono lanciare piani locali per case sicure, e le famiglie italiane insieme al tagliando dell'auto possono fare anche quello della sicurezza delle loro abitazioni, aiutate dagli sgravi fiscali del Governo. Questa prudenza e questi lavori - conclude D'Angelis - salvano vite umane e purtroppo sono stati a lungo considerati un optional e un lusso, e tanta mala-edilizia, aggiunta alla perdita della nostra memoria sismica, hanno a lungo cancellato la cultura della prevenzione".

D’Angelis infine ha ringraziato l'Ance per  l'attenzione rivolta al tema della riduzione del rischio idrogeologico: "Fra le 5000 opere presentate oggi da ANCE ci sono molti interventi per la riduzione del rischio frane e alluvioni, che in gran parte coincidono con le richieste presentate dalle Regioni e incluse nel Piano nazionale 2015-2020 - ha affermato  - E’ questo il gioco di squadra che risolve i problemi, fatto di proposte concrete e progetti utili alla riduzione del rischio che frane e alluvioni continuino a causare vittime e danni".

red/pc

(fonte: Italiasicura /Ance)