(Fonte: Pixabay)

La Conferenza Onu sul clima va verso un fallimento totale

L'obiettivo della Cop24 era quello di comiciare ad attuare gli accordi definiti a Parigi nel 2015 - accordi che quasi sicuramente non saranno rispettati

La Conferenza climatica delle Nazioni Unite Cop24 in corso a Katowice in Polonia sta andando verso un fallimento totale.

Il pomo della discordia è stato il documento pubblicato dal Comitato dell’Onu per il clima, l’Ipcc all’inizio di ottobre. Il documento conteneva allarmi seri e precisi sui rischi derivati dall’aumento delle temperature globali. A fronte di un aumento da contenersi entro un grado e mezzo entro il 2030, come previsto dagli accordi di Parigi nel 2015, gli ultimi studi parlano addirittura di una curva di temperature più vicina ai 3 gradi centigradi che al limite posto tre anni fa.

Il documento scientifico, ritenuto fondamentale, doveva essere accettato dai Paesi dell’Onu per poter essere incorporato all’interno delle discussioni sul cambiamento climatico. A opporsi fortemente, tra molti paesi restii ad accettarlo, sono stati Russia, Stati Uniti, Arabia Saudita e Kuwait. Lo scontro è scoppiato quando i Paesi in questione si sono opposti all’inserimento di una singola frase nel documento finale redatto dall’Ipcc. Questa semplice frase dava “il benvenuto” al documento stesso da parte di tutti i Paesi dell’Onu, che avrebbero quindi dovuto implicitamente accettarlo come documento ufficiale. Russia, Stati Uniti, Arabia e Kuwait hanno invece preferito diluire gli allarmi, inserendo una frase con cui la Conferenza semplicemente “prende nota” delle indicazioni del documento. Una differenza di poche parole, così come una differenza (apparente) di pochissimi gradi, ha portato quindi all’accantonamento del documento.

Un paradosso, dal momento che l’Onu stessa aveva commissionato gli studi. Una catastrofe, dal momento che prima dell’inizio della Cop24 gli incontri di Katowice erano stati salutati come l’ultima possibilità per salvare milioni di vite.

Non pochi Paesi hanno manifestato frustrazione. “Non si tratta di questa o quella parola, si tratta di accettare un documento che noi stessi abbiamo commissionato”, ha dichiarato Ruenna Haynes, delegata di St Kitts and Nevis, davanti agli applausi spontaei della platea. Yamide Dagnet del World Resources Institute, già appartenente alla delegazione del Regno Unito, ha invece usato parole fortissime: “Siamo molto arrabbiati, e riteniamo atroce che alcuni Paesi abbiano trascurato i messaggi e le conseguenze che questi comportano, non accettando la necessità di agire su questo fronte”. La sensazione finale è che la Cop24 sarebbe potuta essere un momento storico, ma non lo è stato. Se prima di queste giornate il mondo si trovava di fronte a un bivio fondamentale, mentre si avvicina la conclusione degli incontri molti hanno paura di voltarsi per vedere quale strada è stata imboccata.

red/gp

(Fonte: ANSA, BBC, CNN)