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La crisi climatica fa calare la produzione di miele italiano

L'allarme lanciato da Alleanza coop Agroalimentari: “Serve tutela della produzione" e avverte: Senza impollinazione avremo il 35% di cibo in meno sulle nostre tavole”

Andamento "molto negativo" per la stagione del miele italiano che quest'anno vedrà una riduzione della produzione di oltre il 40%, con punte del 70% in alcune zone. La causa in larga parte è l'emergenza climatica che sconvolge le fioriture, insieme ad altre concause legate all'attività umana.
Le produzioni a maggiore marginalità, a partire dall'acacia, sono quelle che registrano i cali più significativi.

Lancia l'allarme l'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari in un convegno, oggi a Roma, nel quale si denuncia che "la causa principale delle mancate produzioni è da imputare ai cambiamenti climatici in corso, con andamenti stagionali irregolari, temperature primaverili basse e ripetuti fenomeni piovosi, o di vento forte e inondazioni, che hanno fortemente condizionato l'attività di bottinatura delle api".


Il settore quindi va difeso, dalle minacce all'ambiente e dalle minacce commerciali legate all'invasione di miele straniero di dubbia provenienza e a volte inquinato o adulterato. In Italia, spiega il presidente dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri, "esistono rappresentanze degli apicoltori, dei produttori di api regine, dei produttori di pappa reale, delle cooperative apistiche, ma ad oggi non esiste una struttura dedicata alla valorizzazione del prodotto principale dell'attività, il miele". Si tratta di "un'esigenza forte, ben identificata ma finora non soddisfatta, che andrebbe colmata attraverso la costituzione di una associazione nazionale per la tutela e la promozione del miele", dice Mercuri. E oltre al miele c'è molto altro, ad esempio "senza l'impollinazione delle api avremo il 35% di cibo in meno sulle nostre tavole", segnala il presidente delle coop agroalimentari.

Red/cb
(Fonte: Dire)