Una veduta del Parco Nazionale del Vesuvio

"La discarica è un delitto"
Il Vesuvio e i rifiuti

Ugo Leone, presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, sull'emergenza rifiuti che investe direttamente l'area protetta. "Se nasce Cava Vitiello mi dimetto"

"Costruire la discarica a Cava Vitiello, su un sito geologico di tale bellezza, sarebbe un atto delittuoso e per me il viatico alle dimissioni". Ugo Leone, presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, più che arrabbiato è rammaricato: il territorio che amministra potrebbe essere trasformato in una discarica di dimensioni rilevanti, in grado - secondo le stime - di assorbire i rifiuti di un'area densamente popolata come la provincia di Napoli. "Dal punto di vista formale, una decisione del genere smentirebbe il documento deliberato della Provincia di Napoli il 24 maggio scorso, con cui appunto si escludeva la costruzione di un'ulteriore discarica nel Parco. Inutile ribadire le ragioni evidenti per cui ciò andrebbe evitato: si svaluterebbe un'area di pregio naturalistico, si sottoporrebbero le popolazioni a seri rischi, i coltivatori diretti alla rovina. Ma c'è un altro problema, di ordine squisitamente economico".

Lo scorso aprile il Parco ha ospitato una delegazione dell'Unione Europea: gli ispettori hanno potuto toccare con mano la tragicità della situazione napoletana. L'espressione non è casuale: in visita nell'attuale discarica di Terzigno, gli emissari di Bruxelles hanno esaminato uno per uno i rifiuti stipati, scoprendo accumuli di "secco", "umido" - in teoria non ammesso - nonché sversamenti di liquami tossici.

"L'Unione Europea, come tutti sanno, ha aperto una procedura di infrazione sull'emergenza rifiuti a Napoli - continua Leone - un provvedimento che pesa come un macigno anche perché causa il blocco di 500 milioni di euro di finanziamenti. Quindi oltre al danno ambientale, estremamente rilevante, bisogna registrare anche la beffa economica".

Leone quindi chiama direttamente in causa Guido Bertolaso: "E' una persona capace e preparata ma è stato imprudente a dichiarare finita l'emergenza rifiuti a Napoli. Era evidente già alcuni mesi fa che non era così; d'altra parte il termovalizzatore di Acerra funziona a metà e non potrebbe essere altrimenti: se andasse a regime, i suoi fumi tossici supererebbero i livelli di guardia in appena due giorni. Non è di buon senso pensare ora che l'area del Vesuvio possa smaltire tutti i rifiuti della provincia di Napoli, bisogna essere realisti".

Quale soluzione allora, presidente?
"Propongo una sorta di provincializzazione solidale. Mi spiego: se da un punto di vista procedurale è giusto che sia la Provincia a prendersi in carico il problema dei rifiuti, da un altro bisogna inventarsi una nuova modalità di gestione. L'unica possibilità che vedo è usare la leva degli incentivi fiscali per le amministrazioni che accolgono i rifiuti".


Gianni Zecca