La Giornata della Terra. Perché sia solo...un pretesto

Oggi, il 22 aprile, ricorre la Giornata Mondiale della Terra. Un'occasione per guardarci attorno e riscoprire l'ovvio. Ognuno di noi può fare molto per l'ambiente, e i problemi internazionali non devono distogliere l'attenzione su quando accade in Italia

Ha lo stesso effetto dei rintocchi di campana, che segnalando l'ovvio, il passaggio del tempo, ai cittadini distratti. La Giornata della Terra, che cade in questo 22 aprile, serve a vocalizzare la nostra lacunosa attenzione su quanto c'è di più banale. L'ambiente, la terra. Ciò che ci circonda ogni giorno e siamo talmente abituati a vedere che ci dimentichiamo di... osservare. Alcuni fenomeni si sono talmente cronicizzati da diventare come la mosca per il miope. Troppo vicini per essere visti.
Ecco che allora la Giornata può essere occasione per parlare di natura, inquinamento, qualità della vita, economia rurale e montana. L'appuntamento è internazionale, con specifiche iniziative in ognuna delle 175 nazioni aderenti. Era il 1970 quando il senatore americano Gaylord Nelson lanciò un appello che venne accolto da milioni di americani per partecipare a una manifestazione in difesa del Pianeta Terra. Da allora sono passati 43 anni, e celebriamo ancora una volta la necessità di uno stile di vita ecologico e soprattutto sostenibile.
Fra i vari eventi previsti nel nostro Paese il principale sarà il Il Concerto per la Terra che quest'anno si sposta da Roma a Milano. Fiorella Mannoia e il cantante algerino Khaled si esibiranno sul palco del Teatro della Luna si esibiranno in uno spettacolo che sarà trasmesso in streaming sul sito di Earth Day Italia e in differita anche su Sky Uno HD, a partire da mezzanotte.
In queste ore gran parte dei media stanno dedicando spazio all'evento, con approfondimenti sui grandi temi che abbracciano l'ambiente. Si parla soprattutto della lotta all'inquinamento e della questione mondiale dell'approvvigionamento di cibo per le popolazioni più povere. Pochi parlano però di contesti più piccoli ma più vicini a noi. Manca lo spazio per le storie delle centinaia di piccoli centri italiani che lottano contro tutto e contro tutti per non scivolare nei pendii inclinati di una globalizzazione che difficilmente supporta le esigenze economiche e ambientali delle piccole comunità. Vengono alla mente le centinaia di esperienze rurali e montane dimenticate sotto i colpi del progresso. I buoni esempi ci sono, ma mantenere in vita un'economia sostenibile in alcune valli alpine, nelle zone appenniniche o nel profondo sud non è facile. C'è chi si batte per questo.
Una buona notizia, in questa giornata per l'Italia potrebbe essere il fatto che le foreste, dopo anni di tagli selvaggi, sono tornate a espandersi, a un ritmo di circa100.000 ettari l'anno secondo le statistiche del FRA. Questa graduale espansione della superficie forestale è da attribuirsi al progressivo abbandono dell'agricoltura, soprattutto nelle zone di montagna, e alla conversione naturale di pascoli e terreni coltivati in foresta. Dal 1990 la superficie forestale destinata alla conservazione e alla protezione della biodiversità è andata notevolmente, aumentando fino a raggiungere gli attuali circa 3 milioni di ettari, pari al 30 per cento della superficie forestale nazionale.
L'altra faccia della medaglia, la cattiva notizia, è che comunque in tante aree rurali il cemento non si ferma e, come sottolinea Coldiretti, l'Italia ha perso negli ultimi 20 anni il 15% della terra coltivata per effetto della cementificazione e dell'abbandono provocato da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di due decenni.Come pure resta prioritario in Italia il grave problema della mobilità cittadina, una delle peggiori in Europa, che a catena si porta dietro un'infinità di altri problemi: inquinamento, costi alti di manutenzione del territorio, una rete di sviluppo urbano condizionata da esigenze che pongono la tutela ambientale in fondo alle priorità.
I problemi sono tanti, elencarli tutti impossibile. E' più facile invece che questa Giornata della Terra possa diventare un piccolo pretesto perché ogni cittadino diventi più consapevole, scelga e si sforzi di essere più informato, non scenda a compromessi fra stile di vita e tutela dell'ambiente.
I consigli, immediatamente realizzabili sono questi: mangiare più frutta e verdura, hanno un impatto ambientale inferiore. Riciclare l'olio delle fritture portandolo alle isole ecologiche, 1 kg di olio disperso nell'ambiente inquina mille metri cubici di acqua. Verificare che i rubinetti non gocciolino e chiuderli mentre si lavano i denti o ci si insapona sotto la doccia, considerando che in 4 minuti scorrono 50 litri di acqua. E poi riciclare, riciclare e riciclare. Un esempio: il vetro, sostituendo plastica e carta, in Italia consente un risparmio annuo di 400 tonnellate di petrolio. Occhio anche agli spostamenti: 10 km percorsi in autobus invece che in auto evitano l'emissione di oltre 1,5kg di CO2.

red/wm