(fonte foto: European Commission)

La Protezione Civile europea ha un ''cuore'': si chiama ERC

Inaugurato ieri a Bruxelles il Centro Europeo di risposta alle emergenze ERC (Emergency Response Centre), cuore operativo del meccanismo UE di protezione civile

E' stato lanciato ieri dalla Commissione europea l'ERC - Emergency Response Centre, cioè il Centro europeo di risposta alle emergenze, che permetterà di reagire in modo più coordinato, veloce ed efficiente alle catastrofi in Europa e nel resto del mondo.

"Vista la frequenza sempre maggiore e la complessità delle catastrofi, la cooperazione tra gli Stati membri dell'UE deve essere ancora più stretta. Il nuovo Centro di risposta alle emergenze è una piattaforma all'avanguardia che permette di coordinare l'azione anche nelle circostanze più estreme, in modo da reagire alle situazioni di crisi in modo più efficace e proteggere meglio i cittadini," ha dichiarato José Manuel Barroso, Presidente della Commissione europea.

In Europa ogni anno muoiono in media 10.000 presone e si contanto danni per circa 15 miliardi di euro a causa di disastri naturali e antropici.

"L'esperienza insegna che nessun paese al mondo è al riparo dalle catastrofi, nemmeno i più preparati," ha sottolineato Kristalina Georgieva, Commissaria europea per la Cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi. "Le catastrofi sono sempre più frequenti e complesse, per questo è essenziale che la risposta sia immediata e coordinata per poter salvare delle vite. Abbiamo istituito il Centro di risposta alle emergenze per permettere all'UE e ai suoi Stati membri di rispondere alle catastrofi - naturali o causate dall'uomo - più rapidamente e con maggiore efficacia."

L'ERC sarà attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e sarà in grado di affrontare fino a tre emergenze simultanee in zone del mondo anche molto lontane l'una dall'altra. Sarà incaricato di ricevere e analizzare le richieste di assistenza dai paesi colpiti e servirà da hub per coordinare l'azione a vari livelli: Commissione, Stati membri, il paese interessato, le associazioni umanitarie e le squadre della protezione civile impegnate sul campo.

L'ERC invierà nelle aree colpite esperti di valutazione e coordinamento, trasmetterà allarmi tempestivi in caso di catastrofi imminenti e agevolerà il trasporto dell'assistenza fornita dagli Stati membri in caso di emergenze maggiori. In questo modo l'assistenza proveniente dall'Europa sarà incentrata sulle necessità prioritarie, evitando lo spreco di risorse.

Inoltre, il Centro di risposta alle emergenze intensificherà la pianificazione e la preparazione per le operazioni di protezione civile, in stretta cooperazione con gli Stati membri. Con l'entrata in vigore della nuova legislazione, i 32 paesi che partecipano al meccanismo di protezione civile UE possono impegnare in via preventiva alcune delle loro capacità di risposta - ad esempio aeromobili specializzati, equipaggiamento pesante o squadre di ricerca e salvataggio - per un pool di volontari pronti ad essere mobilitati, in caso di necessità, in tempi strettissimi e nel quadro di una risposta europea pienamente coordinata.

L'ERC sosterrà anche lo stretto coordinamento tra i diversi servizi della Commissione coinvolti nella risposta ad emergenze che richiedono una risposta su più fronti, e scambierà regolarmente informazioni con i centri di crisi dei principali partner internazionali dell'UE.

L'Emergency Response Centre dunque si può definire il nuovo "cuore operativo" del meccanismo UE di protezione civile, la centrale di coordinametno  da cui far partire  una risposta europea coerente in caso di emergenze, facilitando gli interventi di assistenza nel settore della protezione civile in caso di catastrofi gravi, dentro e fuori i confini europei.

Oltre ai 27 Stati membri l'ERC comprende anche Croazia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Gli Stati partecipanti mettono insieme risorse da destinare ai paesi colpiti da catastrofi e condividono buone pratiche nella gestione dei disastri.



red/pc


(fonte: Commissione Europea)