Sergey Molchanov (a destra) (foto: ilgiornaledellaprotezionecivile.it)

La Protezione civile russa e l'esempio italiano

Come funziona la protezione civile in Russia e quali le differenze sostanziali con quella italiana? Lo abbiamo chiesto a Sergey Molchanov, Vice Direttore del Dipartimento scientifico del Ministero della Protezione Civile russa

Si chiama EMERCOM (Emergency Control Ministry) of Russia ed è il Ministero della Federazione Russa per la Protezione civile, le emergenze e la ricostruzione dopo la calamità naturali.
Emercom è nato ufficialmente nel gennaio 1994, anche se già dal dicembre 1990 erano attivi i Russian Rescue Corps, i corpi di soccorso russi che avevano il compito di dare una rapida risposta alle varie situazioni emergenziali.
Una delegazione di Emercom era presente con un proprio stand alla fiera di protezione civile, antincendio ed emergenza Civil Protect 2013 tenutasi a Bolzano dal 22 al 24 marzo scorsi.

Fra i presenti Sergey Molchanov, Vice Direttore del Dipartimento scientifico del Ministero, che, intervistato dal nostro giornale, ci ha fatto una panoramica sul funzionamento della protezione civile in Russia, e ci ha spiegato le ragioni della loro presenza a Bolzano.

"Nella Federazione Russa - ci spiega Molchanov - esiste il Ministero di protezione civile che si occupa di tutte le situazioni emergenziali e che è suddiviso in diversi dipartimenti: il nostro è un territorio molto esteso (con i suoi 17. 075.400 chilometri quadrati la Russia è il Paese più vasto del pianeta) pertanto l'organizzazione a livello territoriale è strutturata in 8 centri che gestiscono localmente tutte le attività di protezione civile con 90 direzioni che organizzano i vari sistemi antincendio, di emergenza sanitaria, di intervento per le calamità naturali ecc. Ogni direzione locale ha in dotazione tutto il necessario per fronteggiare le emergenze, dai mezzi ,alle tecnologie al personale qualificato di ogni livello, capace di intervenire in qualsiasi tipo di situazione. Si tratta di tecnici e scienziati estremamente specializzati. Abbiamo anche un corpo speciale per salvataggio in montagna addestrato per i salvataggi in miniera".

"Tutto il sistema - ci spiega ancora Sergey Molchanov - è organizzato in maniera verticale, all'apice c'è il centro di gestione e orizzontalmente ci sono le strutture locali e regionali. Le richieste e le informazioni giungono al vertice proprio dalle strutture locali, dal basso verso l'alto: dopodiché i vertici assumono le decisioni e le trasmettono alle direzioni locali"

Un meccanismo molto ben strutturato a cui però manca una pedina fondamentale: il volontariato.
Alla nostra domanda a riguardo infatti il Vice Direttore Molchanov ci spiega come si sta muovendo la Russia in tal senso, e come la presenza di Emercom alla fiera di Bolzano rientri in questa prospettiva.


"La questione del volontariato - ci espone Sergey Molchanov - è molto attuale per la Russia. Ce ne stiamo occupando da alcuni anni e siamo in fase di formazione e di analisi dei meccanismi. Siamo qui a Bolzano per studiare l'esempio l'esempio italiano che troviamo molto interessante ed apprezzabile. Questa fiera ci sta dando molti importanti suggerimenti".

Tenendo sempre presente la vastità del territorio russo si comprende come il volontariato assuma un ruolo estremamente importante per garantire un'azione efficace e capillare con persone addestrate disponibile in loco. "Dobbiamo però superare ancora molti ostacoli burocratici - afferma Molchanov - dobbiamo capire bene come organizzarci, come formare il personale, come fornire gli equipaggiamenti e via dicendo. L'esempio del vostro volontariato ci è di grande aiuto".

A quel punto non potevamo esimerci dal chiedere al Vice Presidente come avesse funzionato il sistema di protezione civile in occasione dell'eccezionale evento che il 15 febbraio scorso causò circa 1200 feriti, colpiti dalle schegge di vetro schizzate da finestre e vetrate, in seguito all'onda d'urto dovuta all'esplosione di un grande meteorite esploso in atmosfera nei cieli della Russia, nella regione di Sverdlovsk e nel Kazakistan settentrionale.

"Attualmente - ci spiega a riguardo Sergey Molchanov - non esistono i mezzi per registrare l'avvicinamento di fenomeni come questo: la protezione civile però ha funzionato abbastanza bene. Abbiamo avuto molti feriti ma nessuna vittima perché l'intervento è stato immediato e la protezione civile si è fatta trovare pronta, ma questa esperienza ci ha mostrato come dobbiamo ancora lavorare molto per migliorare l'assistenza alla popolazione. Stiamo elaborando programmi per una gestione più efficace di situazioni di questo tipo. Certo è che se avessimo avuto un volontariato diffuso e preparato la risposta sarebbe senz'altro stata più incisiva".

Infine salutiamo il Vice Direttore Sergey Molchanov, che ci invita ad andare il prossimo maggio a Mosca dove, dal 21 al 24 si svolgerà l'ISSE - INTEGRATED SAFETY AND SECURITY EXHIBITION 2013, salone della sicurezza globale, dove le migliori tecnologie russe in tema di protezione civile e sicurezza si incontreranno con le realtà di 50 paesi stranieri provenienti da tutto il mondo.

Patrizia Calzolari


Civil Protect 2013 - Intervista a Sergey Molchanov - guarda il video: