(Fonte foto: Pixabay)

La stratosfera è stata ridotta dall'emissione di gas serra

Secondo un nuovo studio, le continue emissioni di gas serra prodotte dall'umanità hanno ridotto significativamente le dimensioni della stratosfera. Con possibili conseguenze preoccupanti

L'enorme quantità di gas serra emessa dall'umanità sta riducendo le dimensioni della stratosfera. A dirlo è un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters e ripreso dal Guardian, che mostra dei dati preoccupanti – anche per le possibili conseguenze. 

L'importanza della stratosfera
Lo spessore dello strato atmosferico si è contratto di 400 metri fin dagli anni anni '80 e, secondo quanto scoperto da questo nuovo studio, si rimpicciolirà ancora di circa un altro kilometro entro il 2080 – sempre se non verranno effettuati dei tagli significativi alle emissioni. Tra le conseguenze catastrofiche della riduzione della stratosfera c'è la possibilità cambiamenti in atto potrebbero arrivare a influenzare le operazioni dei satelliti, la navigazione Gps e le comunicazioni radio. La stratosfera, cioè la parte di atmosfera interessata da questa ricerca, si estende più o meno tra i 20 e i 60 km sopra la superficie terrestre. Al di sotto di essa c'è la troposfera, cioè la parte di atmosfera dove viviamo noi. E proprio in questa fascia, il diossido di carbonio scaldandosi arriva ad "allargare l'aria". Questo meccanismo non solo spinge verso l'alto i livelli più bassi della stratosfera ma, una volta che l'anidride carbonica entra nella stratosfera stessa, l'aria si raffredda, causandone la contrazione. Questa scoperta, ricorda il Guardian, è solo l'ultima in ordine di tempo tra tutte quelle che mostrano chiaramente il profondo impatto che l'umanità sta avendo sul nostro pianeta. 

I gas serra sono alla base del cambiamento
Il rimpicciolimento della stratosfera è un segnale forte della crisi climatica e dell'influenza che gli esseri umani stanno avendo sul pianeta, secondo quanto detto da Juan Añel, dell'Universita di Vigo in Spagna, che fa parte della squadra di ricerca. Questa ricerca, afferma lo studioso, “è scioccante, e prova che stiamo rovinando l'atmosfera fino a 60 km in altezza”. Gli scienziati sapevano già che la troposfera stesse crescendo in altezza al salire delle emissioni di carbonio e avevano già ipotizzato che la stratosfera si stesse rimpicciolendo. Ma il nuovo studio è la prima dimostrazione di questo meccanismo – e anzi, mostra chiaramente come la contrazione sia cominciata almeno dagli anni '80, cioè da quando abbiamo iniziato a raccogliere i dati satellitari. Lo strato di ozono che assorbe i raggi UV del sole è situato proprio nella stratosfera, e  per questo motivo gli scienziati avevano immaginato che fossero le perdite di ozono negli ultimi decenni a causare il rimpicciolimento. Ma oram grazie a questa nuova ricerca, è diventato lampante che è la crescita dell'anidride carbonica a essere la causa del rimpicciolimento costante della stratosfera. Nulla a che vedere dunque con i livelli di ozono, che avevano iniziato a rimpolparsi già dopo che il trattato di Montreal nell'89 aveva bandito i Clorofluorocarburi. 

C'è ancora molto da scoprire
Questo studio, pubblicato nella rivista Environmental Research Letters, è arrivata a questa conclusione usando un piccolo set di osservazioni satellitari prese fin dagli anni '80, combinandole con molteplici modelli climatici, tra i quali sono state incluse le complesse interazioni chimiche che avvengono nell'atmosfera. “Potrebbe influire sulle traiettorie dei satelliti, sui tempi di vita orbitale, sulla propagazione delle onde radio, e anche sulla tenuta dei GPS e di altri sistemi di navigazione basati sullo spazio”, dicono i ricercatori. Il professor Paul Williams, dell'Università di Reading nel Regno Unito, non è è stato coinvolto in questo studio ma, chiamato a commentare la ricerca da parte del Guardian, ha detto: “Questo studio trova la prima prova della contrazione della stratosfera e mostra che la causa è da cercarsi nelle nostre emissioni di gas serra e non nell'ozono”.  “Alcuni scienziati hanno iniziato a chiamare gli strati più alti dell'atmosfera ignorosfera, perché sono stati studiati pochissimo”, afferma Williams, “e questa nuova ricerca rafforzerà la possibilità di migliori osservazioni di questa parte di atmosfera, distante ma importantissima”. Chissà quale altre conseguenze della crisi climatica rimangono ancora nascoste. 

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red/gp

(Fonte: Guardian)