Marco Morresi

La tecnologia radio digitale
al servizio dell'emergenza

La tecnologia radio digitale DMR -Digital Mobile Radio- sviluppata in ambito Etsi (European Telecommunications Standards Institute) è una degli standard attualmente più diffusi in Europa e in gran parte dei Paesi extra europei, per quanto riguarda le comunicazioni professionali via radio (voce, dati e servizi supplementari)

A PROTEC 2011, Salone della tecnologia e servizi per la protezione ambientale - Sezione UCOM - avrà luogo il convegno:
INFRASTRUTTURE, RETI E SERVIZI A SUPPORTO DELLE ATTIVITA' IN EMERGENZA E IN SITUAZIONI CRITICHE - Lingotto Fiere, Torino,
30/06/2011 ore 14,30 sala BLU.


Chiediamo al Dott. Marco Morresi, DMR Association - Marketing Working Group, relatore del sopracitato convegno, di illustrarci le peculiarità del sistema DMR e le sue applicazioni nel mondo dell'emergenza e del soccorso:
"La sigla DMR, acronimo di Digital Mobile Radio, non individua uno specifico prodotto ma rappresenta, al pari del UMTS o di altre convenzioni, uno standard per le comunicazioni radiomobili professionali (PMR) digitali voce e dati, indirizzato ad una utenza professionale.
Definito da un gruppo di lavoro composto dai principali costruttori mondiali di apparati PMR, il DMR è uno standard aperto e multivendor con 5 costruttori già presenti sul mercato ed in fase di ulteriore espansione, garantendo gli ormai irrinunciabili requisiti utente di interoperabilità e di riduzione costi.
Le sue caratteristiche hanno fatto sì che il DMR si sia imposto come la tecnologia leader sul mercato globale per applicazioni operation critical con uno share di mercato in constante crescita e che oggi supera il 70% (escluse le tecnologie progettate per la Pubblica Sicurezza, i.e. TETRA, TETRAPOL e P25).
Oggi, oltre 500,000 radio DMR sono in uso operativo in aziende di servizio pubblico, del trasporto, nel settore dei servizi e nell'industria. Il DMR trova applicazioni anche nel mondo dell'emergenza e del soccorso. In Italia per esempio, il DMR è utilizzato dalla Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco e dal 118 ed è stato utilizzato anche per il G8 di l'Aquila.
Addirittura, da un articolo pubblicato sulla prestigiosa Public Safety Communications, la rivista ufficiale di APCO, risulta che negli Stati Uniti d'America, il numero di richieste di licenze DMR per la Public Safety ha superato quello del P25. Quest'ultimo dato deve però essere interpretato con attenzione e tenendo in considerazione il fatto che negli USA vi sono numerosissime cittadine e contee con una bassa densità di popolazione e che necessitano di vaste aree di copertura".


Dott. Morresi, quali sono gli elementi che caratterizzano questa tecnologia?
"La definizione dello standard ha avuto come principale linea guida l'esigenza del mercato radiomobile professionale di operare su sistemi digitali flessibili, in grado di fornire valore aggiunto agli attuali sistemi analogici, ma al contempo garantire una migrazione controllata fra le due tecnologie, salvaguardando gli investimenti e le specifiche esigenze operative in essere.
Gli apparati DMR possono infatti funzionare sia in modalità analogica che in modalità digitale, mentre i ripetitori DMR sono in grado di operare automaticamente in entrambe le modalità e di supportare di conseguenza sia i terminali analogici già in uso sia i nuovi terminali digitali.
Oltre alla migrazione graduale, il secondo fattore chiave di successo di questa tecnologia attualmente in uso in oltre 100 paesi, è rappresentato dall'efficiente riutilizzo dell'infrastruttura di rete esistente. Grazie alla tecnologia TDMA due time-slot ad accesso multiplo, è sufficiente un ripetitore, un'antenna e un duplexer per costituire un sistema digitale dotato di due canali logici, ovvero con il doppio la capacità rispetto a quella della rete analogica, con conseguente risparmio di costo e di consumi e maggiore potenza disponibile in antenna.




Lo spettro del DMR inoltre, è retrocompatibile con quello dei sistemi analogici. Il DMR infatti, è specificamente progettato per offrire la stessa canalizzazione 12,5 kHz dei sistemi analogici FM. Questo consente agli utenti di mantenere le licenze attuali ed assicurare la retrocompatibilità con le loro radio analogiche e/o con i sistemi analogici di altre organizzazioni. Rivolgendo lo sguardo verso il quadro nazionale, in Italia le reti analogiche sono tutte in modalità 12,5 kHz; se si decidesse di utilizzare soluzioni a 6.25 kHz i canali esistenti dovrebbero essere frammentati.





Infine, la sensibilità di un ricevitore DMR è praticamente la stessa di un ricevitore analogico tradizionale, ma la qualità audio rimane costante sino al limite di udibilità e l'area di copertura è superiore che nei sistemi analogici a 12.5 KHz".


Pensando al mondo dell'emergenza, a quali esigenze e tempistiche operative deve rispondere una tecnologia radio per dimostrarsi ottimale in quelle situazioni in cui la chiarezza e la velocità delle comunicazioni sono fondamentali e determinanti per le operazioni di soccorso?
"Il mondo dell'emergenza è un mondo molto vasto ma che comprende alcune esigenze condivise quali l'immediatezza, chiarezza ed affidabilità delle comunicazioni anche in condizioni di emergenza, di sovraccarico della rete o di guasti ad elementi della stessa.
Esistono poi diverse esigenze per ciò che può concernere i livelli di sicurezza delle comunicazioni, il numero di utenti di rete e diverse necessità di interoperare tra forze e paesi diversi.
I sistemi TETRA sono quelli che più si addicono per le Polizie. Sono infatti in grado di realizzare reti virtuali private e consentire a più organizzazioni di mantenere la propria autonomia ed al contempo di interoperare facilmente in caso di necessità, assicurando in tal modo una maggiore efficacia nelle loro attività in campo e consentono l'ottimizzazione delle risorse a disposizione e la loro allocazione secondo indici di priorità che possono essere assegnati ad hoc.
Il TETRA è in grado di gestire 16 livelli di priorità: ciò consente di far transitare per prima, anche in situazioni di intasamento della rete, una chiamata che è considerata veramente urgente. In situazioni di traffico normale, invece, le chiamate non immediatamente inoltrabili non vengano ignorate come nelle reti mobili tradizionali ma rimangano in attesa che si liberi un canale di comunicazione.
I sistemi DMR invece sono particolarmente adatti per quelle organizzazioni che necessitano ampie aree di copertura ed inferiori livelli di traffico delle comunicazioni rispetto a quelli del TETRA. E' per questo motivo che il DMR viene utilizzato appunto dal 118, dalla Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco e da tutte quelle organizzazioni che richiedono comunicazioni immediate, affidabili e chiare ma che non necessitano i numerosi add-on e funzionalità del TETRA".

Attualmente qual è la tecnologia radio più utilizzata nel mondo dell'emergenza ?
"Il TETRA è la tecnologia radio più utilizzata dalle Polizie, seguita poi dal P25 ed infine dal TETRAPOL. Il DMR invece si sta affermando come la soluzione preferita per la salvaguardia del territorio e per i first responders (115 e 118)".

Con quali limiti e quali margini di miglioramento in termini di velocità e di capacità?
"Se per velocità intendiamo il tempo di instaurazione delle chiamate, i sistemi PMR sono tutti in grado di garantire comunicazioni in pochi decimi di secondo. Il DMR raddoppia la capacità dei sistemi analogici e consente due chiamate simultanee per portante, mentre il TETRA ne consente quattro"

In occasione di catastrofi naturali o altre emergenze, è possibile che la rete venga saturata dall'affollamento degli utenti e le comunicazioni si interrompano, Oppure che certe zone impervie o 'coperte' non vengano raggiunte dal segnale: cosa a Suo parere rende la tecnologia DMR più performante rispetto ad altre, con particolare riferimento alle situazioni di rischio e di soccorso ?
"A differenza delle reti pubbliche, come ad esempio quella UMTS, le reti DMR sono concepite come reti private che possono essere dimensionate per rispondere ad ogni esigenza e ridondate al fine di garantire, sempre e comunque, la certezza delle comunicazioni e delle chiamate, senza che queste possano essere limitate o impedite da problemi di sovraccarico delle linee, o altri inconvenienti tecnici".

Guardando anche ai costi e modalità: laddove ci si avvale ancora di reti analogiche cosa può comportare, in tempi di tempistiche e costi, il processo di migrazione fra analogico e digitale?
"Il costo complessivo della migrazione dall'analogico al digitale è rappresentato dalla somma dei costi dell'infrastruttura di rete, dell'implementazione del sistema, dei costi operativi, di copertura e delle frequenze. Per le ragioni citate precedentemente, il DMR consente di riutilizzare l'infrastruttura di rete esistente, di eguagliare o migliorare la copertura di rete, di mantenere uguali o ridurre i costi di gestione di rete, di diminuire il consumo di energia - l'infrastruttura di rete è compatibile con pannelli solari -, ed al contempo di mantenere le frequenze e di raddoppiare la capacità del sistema. Dulcis in fundo, la capacità del DMR di operare sia in modalità analogica che in modalità digitale in modo automatico fanno sì che la migrazione possa procedere in modo graduale e seamless in base alle esigenze operative e finanziarie del Cliente".

Esiste il rischio di una fase di vuoto funzionale nel passaggio fra i due sistemi? Può esservi una transizione graduale e/o parziale (anche in considerazione degli investimenti necessari)? Esistono possibilità di integrazione con sistemi già esistenti?
"Assolutamente no, durante la fase di migrazione non vi è alcuna interruzione nei servizi. Il DMR garantisce una migrazione controllata che salvaguardia le esigenze operative in essere e supporta sia i gli apparati analogici già in uso sia i nuovi terminali digitali. Il DMR, oltre ad essere integrabile con sistemi analogici già esistente può essere integrato con altri sistemi, quali ad esempio la rete telefonica pubblica".

Rispetto ad altri sistemi, quali garanzie può offrire il sistema DMR in termini di incremento della sicurezza e di controllo dei costi di gestione?
"Rispetto ai sistemi analogici il DMR offre una maggiore sicurezza delle conversazioni. Non è sufficiente infatti, avere uno scanner per essere in grado di ascoltare le conversazioni in atto. Il DMR è stato progettato per consentire agli utenti di mantenere in modo autonomo e poco complicato il controllo totale della rete per la manutenzione, la gestione e le funzionalità. Questa sua innata "semplicità" si traduce in costi e tempi di gestione ridotti ai minimi termini".

Al termine del convegno verranno anche presentati due 'case study' di implementazione di sistemi DMR. Può anticiparcene i contenuti?
"l primo dei due case study tratterà sul sistema DMR implementato in occasione del G8 di L'Aquila, mentre il secondo case study tratterà la rete DMR per i trasporti pubblici di Budapest".

 

Patrizia Calzolari


Membro del Marketing Working Group della DMR Association, Marco Morresi lavora come specialista di Marketing in SELEX Elsag.  Prima di trasferirsi in Italia nel 2004, Morresi è stato Direttore di Marketing & Advertising alla Alexander Graham Bell Association a Washington DC e Partner e Socio Fondatore di PrimaSat LLC, una Società provider di servizi di comunicazioni satellitari Inmarsat ed Iridium per il mercato maritime ed avionico basata a Tysons, in Virginia, dove ha gestito le vendite di canale e lo sviluppo delle partnership strategiche. Morresi ha conseguito un MBA in International Marketing & Management presso la American University Kogod School of Business a Washington DC.