La terza scossa (fonte: pubblicobene.it)

''La terza scossa'': proposta
di inchiesta croudfounded
sull'Emilia terremotata

Dopo "Terra in moto", viaggio nell'Emilia terremotata, il sito Pubblicobene.it propone un'altra inchiesta croudfounded sulla situazione economica delle zone emiliane colpite dal sisma

Com’è la situazione dell’economia e dell’occupazione locale nelle zone dell'Emilia colpite dal sisma esattamente un anno fa?
E' quanto si chiedono Anna Pellizzone e Cora Ranci  che, tramite il sito  Pubblicobene.it progetto sperimentale di giornalismo d'inchiesta finanziato dai lettori e basato sulla partecipazione di lettori e giornalisti, lanciano la loro proposta di inchiesta.
Pubblicobene.it è una piattaforma gestita da un gruppo di persone attive da anni nell’ambito della comunicazione, del giornalismo, della cultura e dell’università che hanno deciso di costruire, a partire dall’Emilia Romagna, un nuovo modo di fare informazione e di promuovere il giornalismo d’inchiesta indipendente, su base locale, ispirato al modello del community funded reporting. In pratica i giornalisti dello staff o i lettori/sostenitori del sito propongono un argomento di inchiesta, che viene valutato ed inserito con una traccia di massima sull'apposita pagina 'inchieste da finaziare', con l'indicazione del relativo costo. Il lettore, singolo cittadino o gruppo di cittadini, interssato all'argomento, decide di aderire allo svolgimento dell'inchiesta versando un contributo libero. Una volta raggiunta la somma prefissata, l'inchiesta pprende il via. Contributi e spese sono rendicontate sul sito.
In questo modo sono già stata finanziate 11 inchieste, fra le quali ricordiamo "Terra in moto", viaggio nell'Emilia terremotata che ha messo in luce "le contraddizioni, i bisogni e le opportunità di un territorio disseminato di zone rosse a tempo indeterminato".


Ed ora di nuovo pubblicobene.it vuole occuparsi del post-sisma, andando a vedere cosa sta succedendo in quella che era una delle aree produttive più importanti della cosiddetta terza Italia, disseminata di distretti industriali di rilevanza nazionale e internazionale, come il biomedicale, il tessile, l’agroalimentare, la ceramica e la meccanica e che nel 2011 ha prodotto quasi 20 miliardi di euro di ricchezza e oltre 12 miliardi di esportazioni. Ma il terremoto e la contestuale profonda crisi economica stanno causando enormi difficoltà alle imprese del territorio. Nel 2012, per la prima volta, il Pil dell’Emilia Romagna è stato peggiore di quello nazionale, registrando un -2,5%, con più di 40mila lavoratori in  cassa integrazione e la perdita di ben 4.800 posti di lavoro dipendente.

La nuova inchiesta che  pubblicobene.it propone al suo pubblico, chiamata "La terza scossa" vuole capire quale ruolo stia giocando l’organizzazione industriale di tipo distrettuale che caratterizza la "bassa" terremotata,  se  la fitta rete di relazioni produttive presenti all’interno delle filiere rischia di amplificare i danni del sisma, con effetti a cascata che si ripercuotono sino alle piccole imprese, o se invece  sono proprio quelle competenze insostituibili e quelle relazioni presenti sul territorio a rappresentare una via di uscita da una situazione così pesante.


red/pc