Laurea in meteorologia:
le iscrizioni a L'Aquila

Finalmente arriva anche in italia la laurea in Meteorologia. Le iscrizioni si faranno all'Università de L'Aquila, ma si frequenterà alla Sapienza di Roma

Arriva in Italia, con grande ritardo rispetto ad altri paesi,  la prima laurea magistrale in fisica atmosferica e meteorologia, frutto della collaborazione dei due rispettivi dipartimenti di Fisica. Come spiega Giancarlo Ruocco, direttore del dipartimento di Fisica e prorettore alla Ricerca alla Sapienza: "La sede amministrativa sarà l'Aquila per favorire gli studenti: essendo zona terremotata, non pagheranno le rette", mentre le lezioni si svolgeranno a Roma. La data di inizio del corso dovrebbe essere nel novembre del prossimo anno, ma il professor Guido Visconti, ordinario in Fisica dell'atmosfera e Oceanologia all'Aquila, spera possa decollare già dal prossimo novembre, con un anno di anticipo: "Quel che è certo è che anche l'Italia formerà ora una figura che in altri Paesi esiste da decenni, e che nel nostro Paese, a forte rischio idrogeologico, è fondamentale, ad esempio, per la previsione accurata di fenomeni come le piogge torrenziali. Inoltre, rimarca Visconti: "non si può riservare agli enti territoriali un servizio che ha rilevanza nazionale", riferendosi al fatto che nel nostro paese non esista un vero servizio meteorologico civile: tutto è affidato all'Aeronautica militare o alle strutture regionali della Protezione Civile.

Servono esperti del clima, sia meteorologi sia climatologi: "I primi studiano il comportamento del tempo atmosferico sulla scala di giorni e settimane; gli altri verificano lo stesso comportamento sulla scala di anni e secoli". Il climatologo, spiega Ruocco "si preoccupa cioè di studiare il riscaldamento globale del pianeta e le sue conseguenze, come lo scioglimento dei ghiacci e l'innalzamento del livello dei mari". Ma su 450 docenti universitari di fisica, in Italia, solo tre si occupano di fisica atmosferica. La nuova laurea dovrebbe quindi colmare un vuoto ed aumentare il numero dei ricercatori nelle università o in istituti come l'Ingv, il Cnr, l'Asi o l'Esa. Per Ruocco l'esperto del clima dovrà possedere "la conoscenza della fisica, della scienza della terra, e fisica atmosferica, e la capacità d'inventare nuovi modelli teorici- sperimentali per affrontare il problema globalmente". Per Visconti, data l'importanza crescente della lettura del telerilevamento dei dati forniti dai satelliti, servirà "una preparazione sperimentale accurata nell'usare strumenti di osservazione che si trovano nella terra e nello spazio".





Red/JG