Le acque del Giglio già
inquinate dalla Concordia

Con il naufragio il pericolo per il mare non è dato solo dal carburante, bensì dalle miriadi di sostanze inquinanti che  si stanno già disperdendo in acqua: vernici, oli, rifiuti. Il greggio stivato nei serbatoi della Concordia sarebbe il colpo di grazia a un danno ambientale già in atto.

L'inquinamento marittimo che il naufragio della Concordia si teme provochi data la presenza di 2.400 tonnellate di carburante all'interno dei serbatoi, non è l'unico pericolo per le acque del Giglio legato alla nave.

Infatti gli specchi smeraldi del mare dell'Isola, che per inciso fanno parte della riserva naturale del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, stanno vedendo la dispersione di numerose sostanze inquinanti provenienti dal relitto della Concordia.

Il portavoce del ministero dell'Ambiente, Jacopo Giliberto, ha fatto presente che probabilmente già dalla notte del naufragio stanno finendo in mare in grandi quantità di vernici, detersivi, oli idrodinamici, fluidodinamici e rifiuti di ogni genere.
Inoltre poi le navi contengono abitualmente oli altamente cancerogeni in quantità elevate, anche se al momento non è stata confermata la presenza tra questi di quelli maggiormente pericolosi per la salute: i policlorobifosfati e i policlorotrifosfati.

Quindi l'inquinamento delle acque e delle coste dell'Isola del Giglio sembra già iniziato, e si teme tantissimo il colpo di grazia: il riversamento in mare del carburante stivato nei serbatoi della nave.
Relativamente a ciò il ministro Corrado Clini esprime la sua preoccupazione: "Siamo appesi al filo delle condizioni meteo-climatiche. Siamo molto preoccupati. Se le condizioni dovessero cambiare potrebbe essere difficile realizzare il programma predisposto. Non sono per niente tranquillo; abbiamo tempi molto stretti. Stiamo con il fiato sospeso perché, qualora la nave dovesse spostarsi, subire dei danni, o i serbatoi dovessero rompersi, rischiamo veramente molto" .
Se la nave dovesse appunto inabissarsi gli stessi piani di recupero delle 2.400 tonnellate di greggio verrebbero ostacolati, e si rischierebbe un disastro ambientale di proporzioni incalcolabili.


Data la criticità della situazione oggi il Consiglio dei ministri con ogni probabilità decreterà lo stato d'emergenza.



Sarah Murru