Un esempio di immagini SAR Fonte Wikipedia

Le immagini radar satellitari aiutano a individuare la plastica in mare

Sono due gli esperimenti condotti nel Lago di Massaciuccoli in Toscana e nel Golfo di La Spezia. I ricercatori hanno dimostrato che i dati satellitari acquisiti da sensori SAR permettono di identificare accumuli galleggianti di plastica

Utilizzare i satelliti per individuare dallo spazio accumuli di plastica in mare. Uno studio condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dall’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) utilizza le tecnologie satellitari per il monitoraggio degli ambienti acquatici.
Sono due gli esperimenti condotti nel Lago di Massaciuccoli in Toscana e nel Golfo di La Spezia. I ricercatori hanno dimostrato che i dati satellitari acquisiti da sensori Radar ad Apertura Sintetica (SAR) permettono di identificare accumuli galleggianti di plastica, fornendo uno dei primi riscontri sperimentali sulle potenzialità di questa tecnologia in ambiente marino. 

Gli esperimenti realizzati hanno visto protagonista una piccola isola di plastica, progettata per riprodurre nel modo più realistico possibile forma e dimensioni tipiche degli accumuli di rifiuti plastici presenti in ambienti marini e oceanici. I sensori SAR a bordo dei satelliti italiani COSMO-SkyMed e ICEYE hanno acquisito immagini utilizzando diverse configurazioni in termini di risoluzione spaziale. L’analisi delle immagini ha evidenziato come gli accumuli plastici risultino chiaramente distinguibili rispetto alla superficie d’acqua circostante. Nello studio pubblicato si evidenzia infatti come la presenza della plastica modifichi la rugosità superficiale dell’acqua.

Fino a questo momento infatti, la maggior parte degli studi condotti sul tema si sono concentrati sull’utilizzo di sensori ottici operanti nello spettro elettromagnetico del visibile e dell’infrarosso termico, mentre l’utilizzo dei sensori SAR è tuttora ancora poco esplorato, Una tecnologia che permette di acquisire immagini sia di giorno che di notte e anche in presenza di copertura nuvolosa.

RED/MT 

Fonte: Ingv