Le ricerche di Yara
e il giallo del ritrovamento

In tre mesi mobilitati 5 mila uomini in 400 km quadrati, ma il corpo è stato ritrovato a 10 km da Brembate: un giallo nel giallo

"Questa zona è stata perlustrata e controllata più volte in questi tre mesi". Così Giovanni Valsecchi, capo della Protezione civile di Brembate, sul ritrovamento - lo scorso sabato - della 13enne Yara Gambirasio in un'area industriale di Chignolo d'Isola, frazione di Madone, in provincia di Bergamo. "Ho cercato anche io, in quel campo non c'era niente", dice l'operaio di una ditta prospiciente il terreno in cui è stato rinvenuto il corpo: insomma il giallo nel giallo, nella triste vicenda di Yara, riguarda direttamente le ricerche. E' lecito dunque chiedersi se il corpo non sia stato trasportato lì in un secondo momento e fino ad allora tenuto nascosto; in ogni caso, gli esami sulle sostanze organiche presenti nella zona diranno, a breve, qualcosa in più su questo aspetto.

E bene ricordare che alle ricerche hanno partecipato Carabinieri, Vigili del Fuoco, sommozzatori e uomini della Protezione Civile, nonché due cani bloodhound del Soccorso Alpino. 'Agganciata' una traccia della ragazza, tre giorni dopo la scomparsa, i cani guidano gli investigatori verso un'uscita di sicurezza della palestra, verso Mapello, un paese vicino. I cani molecolari verranno utilizzati, da quel momento, almeno altre due volte, soprattutto in Val di Magna, nella perlustrazione di baite e grotte.

In tutto, in tre mesi 5 mila uomini sono stati mobilitati nelle ricerche per un'area di 400 km quadrati; ma il corpo è stato ritrovato appena a 10 km da casa di Yara.

GZ