Legambiente L'Aquila: criticità
energetiche nella ricostruzione

Legambiente analizza le abitazioni post terremoto e denuncia i casi di inefficienza. "Occasione sprecata. Servono regole e controlli per garantire qualità della vita e risparmio alle famiglie"

Dopo il sisma del 6 aprile 2009, che a L'Aquila e provincia ha raso al suolo un numero spropositato di edifici, è partita la ricostruzione.
Relativamente a ciò Legambiente ha reso noto, pochi giorni fa, che nell'ambito del Progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili), piano che prevede la costruzione di stabili realizzati con due criteri: 'protezione dai terremoti' e 'innovazione tecnologica e risparmio energetico', sono state rilevate criticità di una certa entità nella tenuta termica delle superfici opache esterne degli edifici costruiti.
Criticità queste che sembrano denunciare una costruzione effettuata con materiali che non consentono un'efficienza energetica di Classe A, e quindi comporterebbero un minore isolamento termico e di conseguenza un maggiore consumo di riscaldamento o condizionamento dell'aria da parte del cittadino.
Riportiamo di seguito quanto pubblicato e denunciato dall'associazione sul proprio sito:


"Le termografie (fotografie a infrarossi delle pareti) realizzate dai tecnici di Legambiente, nell'ambito della campagna sull'efficienza energetica degli edifici ‘Tutti in classe A', su tutte e 16 le tipologie di edifici costruiti nell'ambito del Progetto C.A.S.E. distribuiti nelle 19 aree di intervento, hanno rilevato in sette diverse tipologie di edifici criticità rilevanti nella tenuta termica delle superfici opache esterne. Queste sette tipologie, e i relativi difetti, riguardano 85 edifici localizzati nelle frazioni di Sant'Elia, Tempera, Bazzano, Paganica sud, Paganica 2, Roio Poggio, Assergi, Coppito, Sant'Antonio, Camarda, Gignano, Cese di Preturo.

Nello specifico, la presenza di zone più calde e più fredde nelle foto termografiche evidenzia un isolamento non omogeneo delle superfici, con conseguente dispersione di calore. Problema significativo in inverno con temperature esterne rigide ma anche d'estate, con uno scarso comfort all'interno delle abitazioni. Nei diversi edifici è chiaramente visibile la non uniforme distribuzione delle temperature, che variano tra i 3 e i 6 gradi, con particolari dispersioni in corrispondenza di pilastri, solai, balconi (indice di una scarsa correzione dei ponti termici), nelle stesse superfici di tamponamento (indice di un non uniforme isolamento). Tutti problemi riconducibili a difetti di progettazione e di costruzione, di scelta dei materiali e di messa in posa. Se questi edifici fossero stati controllati con attenzione e sottoposti ad analisi tipiche dei protocolli di certificazione, questi errori si sarebbero potuti evitare.

Francesca Aloisi presidente del circolo di Legambiente L'Aquila e Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale, hanno commentato così queste analisi: «E' un'occasione persa, soprattutto perché per la realizzazione di questi alloggi sono stati investiti molti soldi pubblici. In questi edifici si hanno condizioni di scarso comfort per le famiglie, sia d'inverno che d'estate, malgrado dovessero essere modelli esemplari per i sistemi di costruzione grazie ai pannelli solari termici e a diverse tecnologie di efficienza energetica. Certo il problema non riguarda solo le nuove abitazioni dell'Aquila e per questo chiediamo a Governo e Regioni che siano introdotte regole chiare e controlli per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Perché non c'è più alcun motivo per non costruire in "Classe A" di certificazione, ossia con la giusta attenzione a quei criteri di sostenibilità e efficienza che consentono una migliore qualità della vita e di azzerare la spesa in bolletta dei cittadini»".

Secondo quanto si legge sempre su Legambiente gli edifici bocciati sul piano energetico con l'analisi condotta attraverso le termografie sono il 43% di quelli prodotti con la ricostruzione a L'Aquila



Redazione/sm
Fonte: Legambiente