fonte foto: Legambiente

Legambiente, le microplastiche e i laghi italiani: ecco il dossier 2016

Sei i laghi indagati, tra giugno e luglio 2016: il Maggiore, l'Iseo e il Garda al nord e i laghi di Bolsena e Albano nel Lazio e il lago Trasimeno in Umbria (di cui però ancora non sono disponibili i risultati): le microplastiche sono state trovate in tutti i campioni prelevati, ma i laghi più contaminati sono risultati Iseo e il lago Maggiore

Dopo gli studi condotti sui rifiuti spiaggiati, Legambiente ha portato avanti, nel corso della campagna di Goletta dei Laghi 2016, il primo studio preliminare sulla presenza delle micro-particelle di plastica nei laghi italiani e, per il terzo anno consecutivo, il monitoraggio dei rifiuti galleggianti lungo le rotte di Goletta Verde. Questa mappa, realizzata grazie alla collaborazione di Esri Italia, ha voluto restituire i dati e gli approfondimenti delle ricerche condotte da Legambiente sul fenomeno dei rifiuti negli ecosistemi marini, costieri e lacustri, non solo per dare un contributo alla ricerca ma anche al piano delle misure di prevenzione, ormai inderogabili, nell'ottica della direttiva europea sulla Marine Strategy.

In collaborazione con Enea, l‘Università Ca' Foscari di Venezia, l'Arpa Umbria e alcuni circoli della Lega Navale Italiana, ha dunque condotto uno studio che fornisce un quadro preliminare sulla presenza delle microplastiche nei principali laghi italiani.

Sei i laghi indagati, tra giugno e luglio 2016: il Maggiore, l'Iseo e il Garda al nord e i laghi di Bolsena e Albano nel Lazio e il lago Trasimeno in Umbria (di cui però ancora non sono disponibili i risultati). Sono stati effettuati 32 transetti, in media 6 a lago, con 55 ore di navigazione, di cui 17 circa di trainata della manta, una strumentazione dotata di una particolare rete a maglia ultrafine in grado di catturare le micro particelle che si trovano sulla superficie dell'acqua.

Le microplastiche sono le particelle di plastica con dimensione minore a 5 millimetri: possono avere origine primaria (pellets da pre-produzione, fibre tessili o microsfere abrasive) o secondaria se derivano dalla disgregazione di rifiuti più grandi da parte degli agenti fisici. Sono sempre più presenti nell'ambiente, disperse negli ecosistemi marini e terrestri ma si tratta di un inquinamento di difficile quantificazione e impossibile da rimuovere totalmente: è per questo che la conoscenza del problema e la prevenzione sono necessarie. Sono stati condotti molti studi sulla presenza e la dispersione delle microplastiche nell'ambiente marino (fin dagli anni '70) ma solo negli ultimi anni sta crescendo la consapevolezza che anche le acque dolci non sono immuni da questo problema. Trasportate da corsi d'acqua e scarichi, macro e microplastiche sono sempre più presenti anche nei laghi: un'altra minaccia a cui sono sottoposti questi sistemi semi chiusi, che potrebbero risentire maggiormente della presenza di rifiuti, ma soprattutto delle microparticelle che principalmente da questi si originano. Sull'incidenza delle microplastiche in ambiente lacustre sono ancora pochi gli studi, soprattutto in Italia.

Le microplastiche sono state trovate in tutti i campioni prelevati. I laghi in cui sono state trovate più particelle sono l'Iseo e il Maggiore, con valori medi di densità di 40.396 e 39.368 particelle su chilometro quadrato di superficie campionata. Anche i laghi di Bolsena e di Garda presentano densità medie simili, rispettivamente 26.829 e 25.259 particelle su chilometro quadrato. Il lago in cui è stata trovata la minore quantità di microplastiche, con una media di 3.892 particelle su chilometro quadrato, è il lago Albano.

Il dossier completo si trova a questo link.

red/lg

(Fonte: Legambiente)