Legge di bilancio, le critiche e le proposte di Legambiente

L'associazione: “Non ci siamo. Inspiegabile rinviare l’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili e l’entrata in vigore della plastic tax"

La manovra finanziaria che ai primi di dicembre approderà in Aula non piace a Legambiente. L'associazione ha criticato il rinvio dell’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili e il rinvio dell’entrata in vigore della plastic tax che, afferma, "rappresentano un pessimo segnale visto gli impegni presi in precedenza su questi due temi". Per questo ha chiesto al Parlamento di intervenire e, nella settimana in cui è possibile presentare gli emendamenti alla legge di bilancio, ha inviato ai parlamentari le sue proposte di modifica alla finanziaria.

Via gli incentivi dannosi
In primis, in materia di fiscalità ambientale Legambiente propone "di avviare una volta per tutte il percorso per cancellare i sussidi ambientalmente dannosi. Parliamo di oltre 19 miliardi che riguardano settori strategici come trasporti, industria, agricoltura, usi civili e che devono trasformarsi in investimenti in innovazione ambientale a vantaggio delle imprese e delle famiglie e delle fasce più vulnerabili della popolazione. Occorre, inoltre, intervenire su alcune rendite a danno dell’ambiente: come i canoni bassissimi che si pagano per estrarre petrolio e gas, per i materiali da cava, per le acque minerali, per le concessioni balneari adeguando la tassazione a standard europei e di semplice buona gestione di beni che sono pubblici e delicati. È una vergogna che si paghi così poco, a differenza degli altri Paesi europei. Da questi interventi si possono recuperare un miliardo di euro l’anno da investire nella transizione verde e per ridurre le tasse sul lavoro".

Spingere sull'economia circolare
Tra le proposte avanzate da Legambiente c’è ad esempio anche quella di allargare gli incentivi del 110% per l’eliminazione delle barriere architettoniche e di limitarli invece per gli impianti inquinanti a gas, di introdurre misure per aiutare le famiglie in condizione di povertà energetica, di accelerare gli interventi di rigenerazione urbana. Se si vuole davvero spingere l’economia circolare e aiutare le famiglie, occorre inoltre ridurre l’iva su prodotti dal riciclo, sulla sharing mobility, per l’acquisto di prodotti per l’infanzia e sanitari femminili, per l’acquisto di latte di origine vegetale. Se si vuole aiutare la transizione da parte delle imprese, occorre creare un mercato delle materie recuperate e riciclate, garantendo il rispetto dell’obbligatorietà dei criteri ambientali minimi in tutte le gare d’appalto pubbliche.

Il commento
“Se il 2020, funestato dalla pandemia, è stato l’anno dei bonus, compresi quelli ambientali, il 2021 - dichiara il presidente di Legambiente Stefano Ciafani - dovrà essere l’anno delle riforme per accelerare la transizione ecologica e rilanciare il Paese con scelte e decisioni da prendere ora, senza perdere altro tempo, a partire dalla legge di bilancio che deve essere modificata e migliorata. Servono investimenti green ambiziosi non più rimandabili che mettano al centro la ripartenza e la riconversione ambientale dell’economia italiana. Riteniamo incomprensibile il rinvio dell’entrata in vigore della plastic tax e quello relativo l’avvio del percorso per cancellare l’avvio alle fonti fossili. Senza dimenticare che in questa manovra finanziaria occorre individuare gli interventi che saranno al centro della proposta italiana sul piano nazionale ripresa e resilienza, cominciare a finanziarli e mandarli a regime con le risorse europee”.

red/mn

(fonte: Legambiente)