L'Aquila dopo il terremoto (foto archivio ilgiornaledellaprotezionecivile.it)

Lettera aperta degli aquilani a Napolitano

"Servono certezze per poter affrontare i problemi di oggi e programmare un domani possibile"

L'assemblea del presidio di Piazza Duomo ha scritto una lettera aperta, datata 30 luglio 2010, al Presidente della Repubblica per esprimere la preoccupazione in seguito all'annuncio di Berlusconi di voler tornare a L'Aquila "come Presidenza del Consiglio e come Dipartimento della Protezione civile", giustificando questa decisione con l'inadeguatezza dell'azione delle istituzioni locali.

Nella lettera, i cittadini aquilano spiegano di aver "già sperimentato dieci mesi di gestione dell'emergenza, durante la quale sono state compiute scelte che incideranno in modo permanente sul futuro delle nostre comunità e dei nostri territori, senza che siano stati rispettati i nostri diritti di partecipazione e spesso neanche quelli civili e politici. Malgrado le perdite, le mille difficoltà dei molti ancora senza casa e, sempre di più, senza lavoro, abbiamo trovato la forza e il coraggio di prendere in mano il nostro destino. Un dibattito aperto e costante sul nostro futuro e di quello dei nostri figli coinvolge da mesi migliaia di cittadini, al di là delle appartenenze politiche, ognuno con le proprie idee, capacità ed esperienze".

I cittadini hanno voluto porre l'attenzione sull'importanza del "protagonismo delle comunità locali e delle loro rappresentanze istituzionali", considerandola "condizione imprescindibile per la ricostruzione". Per questo motivo, i terremotati ritengono che "non si possa più agire senza tener conto dei bisogni e della volontà degli abitanti, per evitare il ripetersi di errori strategici e ulteriori danni permanenti. Crediamo che le istituzioni locali, di qualsiasi parte politica, siano le più idonee a rappresentare i nostri bisogni e interessi e a gestire la delicatissima fase della ricostruzione".

Nella lettera i cittadini chiedono inoltre al Presidente "certezze per potere affrontare i problemi di oggi e programmare un domani possibile". A questo scopo, è "indispensabile una legge organica, con regole chiare e flussi di finanziamenti annuali definiti". Gli aquilani hanno fatto anche sapere che a settembre sarà presentata una legge di iniziativa popolare, e verrà chiesto a tutti i partiti e gruppi parlamentari di sostenerla. Chiesta anche una tassa di scopo, perché "per la ricostruzione sono necessarie delle risorse economiche ingenti", reperibili probabilmente solo con questa misura: i cittadini aquilani si dicono certi che "troverà concordi tutti gli italiani che ci hanno dimostrato in questi mesi la loro solidarietà".



(red)