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Libano, si muove la macchina della solidarietà internazionale

La rete delle ong italiane chiede che i programmi di emergenza umanitaria del ministero della Farnesina vengano subito attivati, Medici senza Frontiere sostiene gli ospedali locali e l'Oms prepara 23 tonnellate di aiuti umanitari

L'Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi) in una nota esprime la propria vicinanza alla popolazione libanese, in particolare alle cittadine e ai cittadini di Beirut, per l'immensa tragedia dell'esplosione al porto di ieri. Le tante organizzazioni di solidarietà e cooperazione internazionale socie di Aoi presenti in Libano stanno supportando le organizzazioni partner in questa emergenza umanitaria: ponti telefonici, sostegno a chi è senza un tetto da ieri pomeriggio, raccolta del sangue.

Questa tragedia, evidenzia Aoi, si inserisce in un'emergenza sanitaria per il coronavirus che non si arresta e che si è sviluppata in un periodo di default economico e di crisi politica. Beirut e il Libano hanno urgente bisogno di sostegno e di aiuti straordinari da parte della comunità internazionale tutta. Il Paese dall'inizio della crisi siriana ha accolto un numero altissimo di profughi da quelle aree e non ha certamente infrastrutture pubbliche in grado di affrontare con serenità emergenze sanitarie, ma anche sociali, che invece è chiamato da tempo a gestire.
Le istanze democratiche libanesi da sempre guardano all'Italia come ad un alleato strategico per raggiungere obiettivi importanti nella stabilizzazione dell'area regionale. La rete delle ong italiane quindi chiede che da subito i programmi di emergenza umanitaria della Direzione generale della cooperazione allo sviluppo (Dgcs) del ministero della Farnesina rivolti al Libano e previsti in programmazione per il 2019 vengano da subito attivati, colmando un colpevole ritardo, attraverso le call dell'Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (Aics), e auspica una missione del Ministro degli Esteri Di Maio nel Paese dei Cedri per riaffermare e rilanciare un piano di aiuti efficace e strategico. Il Libano, conclude Aoi, deve essere inserito tra gli obiettivi prioritari: servono interventi di protezione sociale, oltre che sanitaria, certezze nel sostegno all'educazione per tutti, azioni per rafforzare il funzionamento sia dei servizi alla popolazione a livello di politiche nazionali e decentrate, che della gestione istituzionale democratica del governo.

Nel caso di Medici Senza Frontiere, in Libano dal 1976 in 13 aree diverse del paese, i suoi medici si sono già attivati sul territorio libanese per supportare i feriti e gli ospedali che li stanno assistendo. “Subito dopo l’esplosione, alcuni dei nostri colleghi sono andati spontaneamente nelle strutture sanitarie per vedere come poter aiutare i medici che stavano affrontando l’emergenza. MSF sta organizzando la donazione di kit medici a una delle strutture che stanno curando molti feriti. Stiamo verificando se i pazienti che hanno bisogno di ulteriori interventi chirurgici possono essere trasferiti in uno dei nostri ospedali dopo essere stati stabilizzati. Stiamo valutando i bisogni più urgenti degli ospedali e identificando altri modi per fornire assistenza alla popolazione in questa situazione davvero tragica” ha detto Jonathan Whittall, coordinatore MSF dell’emergenza in Libano.
Parlando di aiuti umanitari, poco fa l'Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sta preparando 23 tonnellate di aiuti nel suo magazzino di Dubai da inviare a Beirut dopo le devastanti esplosioni ieri nel porto della città.

Red/cb
(Fonte: Dire)