(Fonte foto: Ministero della Salute)

L'Iss avverte: "In Italia 864 casi di morbillo da gennaio 2019"

Il picco è stato nell'ultimo mese, con 299 casi solo ad aprile, sopratuttto in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Dati che combaciano con la tendenza a una maggiore diffusione del morbillo in tutta Europa

Dal primo gennaio al 30 aprile 2019 sono stati segnalati in Italia 864 casi di morbillo, di cui 299 nell'ultimo mese. Diciannove regioni hanno segnalato casi, ma oltre due terzi sono stati registrati nel Lazio (245), Lombardia (233) ed Emilia Romagna (144).

Il picco dei casi si è registrato nel mese di Aprile. Lo rileva l'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità. Nel 32,6% dei casi c'è stata almeno una complicanza, tra cui anche due casi di encefalite. In crescita anche l'età dei casi che è salita a 30 anni.

Questi dati vanno a inserirsi nella tendenza a una maggiore diffusione del morbillo, con un'epidemia che da gennaio 2016 coinvolge tutti i Paesi dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See). Tra il 1 gennaio 2016 e il 31 marzo 2019 è stato infatti segnalato al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) un numero molto elevato di casi (44.074 casi), rispetto ai tre anni precedenti (2012-2015). Sulla base della valutazione Ecdc, in Europa persiste il rischio di una continua e diffusa circolazione del morbillo. Tre i principali fattori di rischio identificati: la presenza di un elevato numero di persone suscettibili al morbillo a causa della scarsa copertura vaccinale; la presenza di un elevato numero di casi di morbillo tra i neonati e gli adulti, i gruppi a più alto rischio di complicazioni; il persistere del rischio d’importazione dell’infezione.


In Italia dal primo gennaio sono stati inoltre segnalati 52 casi tra operatori sanitari e 15 tra gli operatori scolastici. Il 10% dei colpiti (86) aveva meno di cinque anni di età, di questi 31 aveva meno 1 anno. Il 48,3% dei casi si è verificato in persone di sesso femminile. La complicanza più frequente è stata la diarrea (112 casi), seguita da epatite/aumento delle transaminasi (110), e cheratocongiuntivite (76).

Il 6% dei casi ha sviluppato una polmonite. Nel mese di febbraio 2019 è stato segnalato un decesso per complicanze respiratorie del morbillo, in una persona adulta (45 anni) non vaccinata, con patologie concomitanti. Il 43,4% dei soggetti è stato ricoverato e un ulteriore 26,7% si è rivolto ad un Pronto Soccorso.

Le uniche regioni morbillo 'free' dall'inizio dell'anno a fine aprile sono state Valle d'Aosta e Basilicata, segue la Sardegna con un caso e le provincie autonome di Trento e Bolzano con due. Infine dal 1 gennaio al 30 aprile 2019 sono stati segnalati 7 casi di rosolia con un'età mediana di 29 anni.

red/gp

(Fonte: ANSA, Istituto Superiore di Sanità)