Lotta al dissesto idrogeologico, #Italiasicura fa tappa a Genova: "Mai più abusi edilizi"

Dopo Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Calabria e Basilicata, oggi un incontro a Genova organizzato da Italiasicura e Ministero dell'Ambiente per una giornata di lavoro sulle attività di programmazione e progettazione degli interventi per la lotta al rischio idrogeologico

E' in corso di svolgimento oggi a Genova, al Palazzo Ducale, un incontro sul tema "Linee guida per opere e interventi del piano nazionale anti-dissesto idrogeologico", organizzato da Italiasicura e Ministero dell'Ambiente che hanno convocato i rappresentanti di diverse istituzioni, i dirigenti e i tecnici di Comuni e Regione, la rete dei professionisti (in particolare ingegneri, geologi, architetti) per una giornata di lavoro sulle attività di programmazione e progettazione degli interventi per la lotta al rischio idrogeologico.
Genova, capoluogo di una regione in una delle Regioni più a rischio d'Italia e una città a cui sono dedicati i maggiori finanziamenti del Piano nazionale di Italiasicura (9 cantieri per 402mln di € per  aumentare la sicurezza dalle alluvioni), è la sesta tappa del ciclo di seminari organizzati dalla #ItaliaSicura, MinAmbiente, dalle Regioni,con la partecipazione del Consiglio Nazionale dei Geologi, della Rete Professioni Tecniche e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. La giornata di oggi è organizzata in collaborazione con la Fondazione Cima e il Comune di Genova. I precedenti incontri si sono tenuti in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Calabria e Basilicata.
Le linee guida sono state realizzate nella consapevolezza che collaborazione proattiva dei territori, polifunzionalità degli interventi e integrazione delle diverse strategie di mitigazione del rischio sono necessarie per ottenere buoni risultati in un settore, come quello della prevenzione, che interessa di fatto ogni singolo cittadino. Il documento si articola in singole sintetiche schede, relative alle tematiche che maggiormente incidono sull'efficacia degli interventi, ovvero:
- la valutazione del rischio,anche residuo, e definizione della relativa gestione;
- la valutazione comparata delle diverse opzioni tecniche praticabili;
- la coerenza con la pianificazione e programmazione vigenti;
- l'analisi sistemica con particolare riguardo ai fenomeni indotti ed alla verifica dell'intero ciclo di vita dell'opera;
- le specifiche valutazioni di carattere idrologico, idraulico fluviale e geologico;
- gli effetti sulla morfodinamica fluviale e costiera, sull'ecosistema, sulla chimica delle acque e sugli aspetti sociali ed economici;
- le considerazioni sulla resilienza dell'intervento, anche in relazione a scenari di cambiamento climatico.
Le schede, oltre a utili note di carattere tecnico, normativo e regolamentare, fanno riferimento a una vasta base di conoscenza, costruita in un dialogo serrato e positivo con il mondo delle professioni, e i cui singoli contributi vengono quindi condivisi integralmente.


"Le nuove Linee guida sono chiare - dichiara Erasmo D'Angelis, Capo della struttura di missione ItaliaSicura di Palazzo Chigi - mai più abusi edilizi, mai più costruzioni su alvei fluviali e su aree franose come abbiamo visto a Genova o a Petilia Policastro in Calabria, basta con le progettazioni realizzate senza fare i conti con la geologia e il rischio dissesto idrogeologico. Abbiamo voltato pagina anche nella progettazione. La prevenzione è un'opera pubblica e una impresa che deve impegnare tutti: pubblica amministrazione, cittadini e professionisti".

red/pc

(fonte: Italiasicura)